Come una famiglia

Come una famiglia

Viareggio, 6 marzo. Giulia Maiorino si aggrappa con una mano a Dario ‒ il suo ex marito ‒ e con l’altra si copre gli occhi. Chiede, con una voce che rasenta il terrore, perché proprio Luca debba tirare quel calcio di rigore. “Si vede che gliel’ha chiesto l’allenatore” risponde pazientemente Dario. Effettivamente, quello che il loro figlio, Luca Corbo, sta per tirare, è il rigore decisivo di una noiosa partita, il cui risultato sarà deciso dai tiri dal dischetto: la palla in porta significherebbe la partecipazione del Rivadarno alla Viareggio Cup, il torneo internazionale di calcio giovanile più importante d’Europa. Il pallone è pronto. L’arbitro, una certa signorina Meluzzo da Isernia, fischia e Luca parte. Non corre, cammina con indecisione verso la palla, quella palla che suo padre stenta a credere finirà in rete (in fondo lui sperava facesse il ballerino). Invece il ragazzo riserva il meglio di sé negli ultimi secondi: rincorsa improvvisa, calcio netto con l’interno del piede, palla dentro. Goal! Il portiere del Bruges è battuto, il Rivadarno disputerà l’importante torneo. Dario e Giulia sono raggianti, è bravo il loro Luca, nonostante tutti i casini del divorzio, infondo sono stati genitori meravigliosi. Non rimane che festeggiare, tutti insieme, calciatori, famiglie e amici stretti. Giulia e Dario si comportano come due genitori eccellenti, nessun litigio, nessuna battuta, solo serenità per festeggiare Luca e la sua squadra. Alla serata in onore dei giovani calciatori, partecipa anche Alessio Garbati, un ex calciatore di serie A e non è lì per caso: lui vuole Luca. Garbati vorrebbe diventare il manager di Luca, crede nelle sue potenzialità e potrebbe farlo arrivare a delle trattative con la Roma. Il ragazzo ne è lusingato, la madre è emozionata, il padre frena gli entusiasmi: quel potenziale procuratore proprio non lo convince. Del resto Luca ha già un’intesa con una società molto importante, almeno per un altro anno in Toscana può restare. Nonostante il litigio con Giulia, non se ne fa niente e Garbati, pur dicendosi dispiaciuto, si congeda sorridendo. La serata termina con un selfie di famiglia, che finisce su Instagram, con la promessa di rivedersi l’indomani per festeggiare il diciottesimo compleanno di Luca. Quel 7 marzo arriva e inizia con una drammatica telefonata per Dario Corbo: deve correre all’hotel dove alloggia la squadra, perché la polizia sta perquisendo la stanza di Luca. Dario arriva trafelato e vede suo figlio, seduto di fronte ad una donna, l’ispettore capo Siracusano e accanto all’avvocato di fiducia della squadra. Luca è accusato di aver stuprato e picchiato selvaggiamente una ragazza sulla spiaggia, nella notte, durante i festeggiamenti proseguiti in discoteca. È l’inizio di un incubo…

Dario Corbo ha cinquant’anni, è un ex giornalista di cronaca nera, avvezzo alle indagini, capace di analizzare e sviscerare ogni situazione. Quello che si ritrova di fronte adesso è, però, qualcosa di diverso: riguarda suo figlio. Corbo è obbligato a guardare con sospetto al sangue del suo sangue. Si ritrova di fronte il ragazzo che ha cresciuto, che ama più di se stesso, che pensa di conoscere bene: Luca, proprio lui, accusato di stupro e lesioni, un capo d’imputazione gravissimo, ma Dario è fiducioso e vuole aiutarlo. L’aiuto richiede sincerità e l’uomo la cerca negli occhi e nelle parole del figlio, ritrovando tutto quello che non si sarebbe mai aspettato: omertà, bugie, chiusura e falsità. La partita di calcio e la partita della vita corrono parallele: il match tra le due squadre e quello che padre e figlio giocano per l’intera narrazione, sembrano essere profondamente speculari. Protagonista è ancora Dario Corbo, personaggio già magistralmente presentato da Simi ne La ragazza sbagliata, romanzo pubblicato nel 2017, vincitore del Premio Letterario Chianti 2018. Anche nella precedente opera, la storia è ambientata in una Versilia capace di magnificenze e lati oscuri e vede Corbo alle prese con la stesura di un romanzo che scotta. Il libro deve raccontare gli avvenimenti e i risvolti di una vicenda accaduta vent’anni prima, riguardante l’omicidio di una ragazzina, per cui ha pagato Nora Beckford, la figlia giovanissima di un celebre scultore inglese. Una donna misteriosa Nora, che ritroviamo in Come una famiglia, a capo della Fondazione Beckford per cui Corbo lavora. Con il suo ultimo romanzo, Simi, consegna al lettore una storia dalla trama fitta e avvincente, ricca di misteri, creati non tanto dai fatti oggettivi, quanto dalle parole, dagli scambi di battute e dagli atteggiamenti dei personaggi che animano il racconto. Punto cardine della narrazione è la famiglia: persone che non formano più un nucleo famigliare a tutti gli effetti, si ritrovano uniti a fare scudo contro la drammaticità dei fatti. Una famiglia dove le menzogne non mancano, i sentimenti spesso vengono soffocati, dove la voglia di stare lontani è pari a quella di voler stare abbracciati: una famiglia, dove si fa fatica a mettersi a nudo e dove si scopre e riscopre veramente l’altro, unita contro il dolore, sempre.



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