Come va il tuo cervellino?

Riportando alla memoria l’immagine più vivida che abbiamo di Antonio Gramsci, quella che conserviamo dalle scuole superiori di un intellettuale con il collo della camicia stretto e gli occhiali, ci sembrerà difficile conciliarla con quella di un bambino che vuol fare il carrettiere o, tuttalpiù, l’usciere in Pretura. Insieme alla leggerezza dell’infanzia si manifesta però da subito una volontà estrema, un attaccamento ferreo allo studio che commuove nei ricordi di un’adolescenza dove ogni anno di scuola era una conquista strappata alla povertà. “Che cosa mi ha salvato dal diventare completamente un cencio inamidato? L’istinto della ribellione che da bambino era contro i ricchi, perché non potevo andare a studiare, io che avevo preso 10 in tutte le materie nelle scuole elementari, mentre mandavano il figlio del macellaio, del farmacista […]”. I pasti saltati, le stanze umide e le continue richieste di denaro alla famiglia (“Ti prego di mandarmi subito i denari, perché ne ho estremo bisogno”) non fermano gli ardori per lo studio, anzi formano non solo il carattere ma soprattutto la coscienza sociale del giovane Gramsci…
Come va il tuo cervellino? raccoglie epistole che vanno dal 1909 al 1937: è una raccolta breve eppure completa che definisce il rapporto tra Gramsci e lo studio in un racconto che prima di essere ideologico è innanzitutto privato. È il racconto che Gramsci stesso fa ai famigliari delle poche agiatezze come studente, delle difficoltà di studiare in Sardegna e soprattutto di studiare come povero in mezzo ai ricchi. Questi sono i primi germi di un pensiero di critica sociale e linguistica ma anche il momento in cui si forma una vera e propria filosofia dello studio, dell’applicazione della volontà e della disciplina sulle tendenze naturali, “ti dico, in verità, che non credo a queste inclinazioni generiche così precoci e che ho poca fiducia nella tua capacità di osservare le loro tendenze verso un orientamento professionale”. Gramsci dà consigli di studio ai figli e ai nipoti, inventa storie sugli animali e sgrida il fratello che non cura abbastanza l’educazione della figlia, e se non tutti i consigli saranno condivisi questa resta comunque una lettura preziosa, se ci può essere esemplarità in una storia di studio, riscatto e fermezza questa è senza dubbio nella storia dell’intellettuale comunista.

 

 

 

 
 
 
 
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