Come viaggiare con un salmone

Come viaggiare con un salmone

C’è da dire che corre l’anno 1982, ma è comunque particolarmente straniante (e anche divertente) capire perché sarebbe auspicabile impiegare brigatisti rossi pentiti negli uffici deputati alle questioni che riguardano le patenti d’auto. Storie di know how… Come mai ci si continua a preoccupare di problemi superflui senza affrontare quelli che riguardano contagi realmente pericolosi, ai quali tutti noi quotidianamente siamo esposti e che nessuno ci fa notare? Un noto professore, ad esempio, ha detto – in tv e quindi è vero – che il contatto eterosessuale provoca il cancro! Senza considerare che “lo sanno anche i bambini che esso serve alla procreazione e più gente nasce, più gente muore”. E che dire del rischio in caso di rapimento da parte dei pastori sardi: “Di solito usano lo stesso cappuccio per più rapiti”! Senza parlare della reazione davanti ad una esplosione atomica: ci abbiamo mai pensato che si tende a mettere le mani davanti alla bocca senza averle lavate?!... “Le leggende di un tempo esageravano con il lupo cattivo, le leggende di oggi esagerano con i lupi buoni”. E così capita che un gruppetto di ragazzini, del tutto inconsapevoli del reale, decida di andare a nuotare nella vasca degli orsi bianchi nel giardino di Central Park a New York e che “un orsacchione placido e sonnacchioso”, sbertucciato dai giovinastri, se ne sbocconcelli un paio… Avete mai fatto caso alla tendenza che abbiamo, se ci capita di incontrare un volto noto della tv o del cinema, ad indicarlo col dito o a parlare di lui a voce alta come se non potesse ascoltarci? Tutta colpa dei mass media che, dopo averci convinti “che l’immaginario fosse reale, ora ci stanno convincendo che il reale sia immaginario”. Come finirà? “Che, come volevano alcuni filosofi, penseremo di essere soli al mondo, e che tutto il resto sia il film che Dio o un genio maligno ci proietta davanti agli occhi”…

 

 

La scomparsa di Umberto Eco – filosofo, semiologo, scrittore diventato noto ai più dopo il successo mondiale de Il nome della rosa – all’indomani della nascita de La nave di Teseo, la nuova casa editrice fondata da Elisabetta Sgarbi con la collaborazione di illustri personaggi tra i quali appunto il Nostro, ha provocato un piccolo terremoto. Rivoluzionato il piano editoriale, i primi libri ad essere pubblicati dalla nuova creatura sono stati infatti due titoli del prestigioso cofondatore, Pape Satàn aleppe e Come viaggiare con un salmone. Il secondo, in realtà, non è un vero e proprio inedito perché raccoglie quarantacinque brevi testi scritti in un arco di tempo molto ampio, nello specifico tra il 1975 e il 2014, dei quali soltanto gli ultimi dieci mai pubblicati e gli altri per lo più compresi nella raccolta Il secondo diario minimo del 1992. Come è noto, Eco ha curato per anni una rubrica, La bustina di Minerva, su “l’Espresso”, anzi si può tranquillamente affermare che con essa abbia, di fatto, inventato un genere che in seguito ha avuto numerosi imitatori. Si trattava di considerazioni ora bizzarre ora pungenti, sempre acute e spessissimo divertenti e irriverenti sul quotidiano, che per il lettore diventavano utili spunti di riflessione, più o meno in accordo con l’autore. Come viaggiare con un salmone è strutturato come un catalogo di consigli e istruzioni per affrontare piccoli e grandi problemi quotidiani, tutti però rigorosamente strampalati o presentati sotto una luce al limite dell’assurdo. Non a caso, la mini storia che dà il titolo alla raccolta eterogenea (e che risulta la più divertente di tutte) racconta un episodio - chissà se realmente accaduto, se parzialmente vero o completamente inventato - accaduto ad Eco stesso, al limite del surreale, che ricorda a tutti la cauta antipatia che il professore nutriva nei confronti delle nuove tecnologie. In realtà, in molti di questi brevi racconti la tecnologia cui si fa spesso riferimento risulta ormai quasi obsoleta per il lettore di oggi, considerato che tanti sono relativi a fatti risalenti agli anni ’80. Eppure la cifra anacronistica appare quasi un valore aggiunto e un sorriso lo strappano eccome, motivo per cui questa lettura è consigliata a tutti gli orfani delle storiche Bustine che vogliano ritrovare lo spirito acuto di Umberto Eco, ma anche a coloro che amano intervallare letture più impegnate con qualche pagina intelligentemente divertente per sorridere un po’.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER