Con gli occhi dei Greci

Con gli occhi dei Greci

Nel 1941, mentre in Europa l’onda del delirio nazifascista si riversa con squassante fragore, Simone Weil e Rachel Bespaloff tornano a leggere l’Iliade. Si addentrano nuovamente in quelle lontane vicende belliche nell’intento di riflettere sui concetti di forza, di bene e di male. Alfine ne ricavano l’impressione che gli uomini contemporanei non sono dissimili da quell’impasto di grandezza e miseria di cui erano fatti gli eroi omerici e che il poema non esalta la loro forza vittoriosa, ma evoca una condizione di sventura umana che accomuna i vincitori ai vinti. In quegli stessi anni dall’altra parte dell’Oceano, dove ha trovato scampo alle persecuzioni razziali, Hannah Arendt s’interroga su quell’insopprimibile desiderio di ritrovare ciò da cui proveniamo a cui diamo il nome di nostalgia. Su quel miscuglio di dolore e di mancanza che prima di lei colse Ulisse nel suo lungo ritorno differito. E come l’eterna contesa tra ragione di stato e rivendicazione dei diritti umani rimanda ogni volta all’Antigone di Sofocle, così ogni altro aspetto della nostra vita può essere osservato con gli occhi dei Greci…

Esce in libreria un agile volumetto di poche pagine e agevole lettura dedicato alla necessità di una salutare riscoperta del valore del pensiero degli antichi Greci. Ne è autore Mauro Bonazzi, docente di Storia della filosofia antica all’Università degli Studi di Milano, che alla materia ha dedicato una lunga serie di volumi. Da sempre votato all’impegno di accorciare le distanze tra l’antico pensiero classico e la realtà sociale contemporanea, nel presente testo Bonazzi raccoglie in versione modificata saggi e articoli pubblicati su “La Lettura”, “Il Corriere della Sera” e sulla rivista “Il Mulino”, nei quali rinnova il proprio intento di mostrare la persistenza e le implicazioni esercitate lungo il corso del tempo dall’antica civiltà greca. La sua esposizione dei rimandi classici su temi eternamente attuali quali ad esempio la felicità e l’amore, la giustizia e la forza, il progresso e la nostalgia, strappa al lettore un convinto consenso perché offre spunti di approfondimento imprevedibili. Permette di osservare il mondo con gli occhi dei Greci, di dirne il senso e i valori, di orientarsi nel feroce e insidioso garbuglio del nostro vivere quotidiano, evitando la tentazione allettante di accettare le soluzioni più facili.



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