Conan la leggenda

Quali sono state le tappe fondamentali della tormentata e breve esistenza dello scrittore texano Robert E. Howard, morto suicida nel giugno 1936, a soli trent’anni, il giorno prima della madre malata terminale che lui aveva assistito fino alla fine? Quale il suo percorso letterario, che dopo Spear and Fang, racconto con protagonisti degli uomini preistorici pubblicato sulla rivista “Weird Tales” nel luglio 1925, in poco più di un decennio lo ha visto firmare decine e decine di racconti e romanzi? E che ruolo hanno nella sua bibliografia le ventuno opere dedicate a Conan il cimmero, personaggio che debutta nel 1932 con un racconto che originariamente vedeva protagonista Kull di Valusia ma che non era piaciuto al direttore di “Weird Tales” Fansworth Wright e fu riscritto? Chi è Conan e perché ha avuto un così clamoroso, immortale successo? Quale fu il rapporto di Howard con Lovecraft, altro titano della letteratura fantastica? Quali scrittori hanno raccolto il testimone del defunto Howard e hanno scritto altre storie di Conan? Qual è la continuity del personaggio e quali le vicende editoriali che lo hanno riguardato nella seconda metà del Novecento, all’estero e in Italia? Qual è la storia delle incarnazioni cinematografiche di Conan il barbaro? E di quelle a fumetti? E di tutto il resto?

Il giovane scrittore abruzzese Enrico Santodirocco celebra l’icona Conan: un personaggio letterario di straordinario successo, che è andato ben oltre i confini del genere letterario Sword & Sorcery per entrare nell’immaginario collettivo a colpi di fumetti, film, giochi di ruolo e videogame. Nato su un campo di battaglia, cresciuto come uno spartano, “Neri i capelli, torvo lo sguardo, la spada in pugno: un ladro, un predone, un assassino, capace di abissali malinconie e d’incontenibili esplosioni di allegria”, Conan è l’antieroe per eccellenza, “uomo violento e sanguinario, mosso solo dal proprio tornaconto personale”, una macchina da guerra potente come un toro che mostra qualche debolezza solo davanti a una donna discinta. Un uomo fatto d’acciaio, che impone la sua volontà persino sul suo creatore: Robert E. Howard amava raccontare che Conan gli era apparso in visione e lo aveva obbligato a raccontare le sue sanguinose, colorate avventure: “Non l’ho creato grazie a qualche processo cosciente… Semplicemente ha preso piena forma sbucando di soppiatto dall’oblio e mi ha messo al lavoro”. Il saggio pubblicato da Odoya è ricco e piacevole da leggere, e rappresenta uno strumento utilissimo per chi non è espertissimo dell’opera di Robert E. Howard ma, affascinato dalla potenza estetica del personaggio di Conan, vuole saperne di più.



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