Concerto in memoria di un angelo

Concerto in memoria di un angelo
Marie Maurestier, settantenne alta, lenta, rugosa, pulita, rigida e spesso arcigna, è stata in galera tanti anni fa. Detenzione preventiva. Ma tutti, anche se non le vogliono davvero bene, la ritengono innocente. Tranne i bambini. A loro, per rendere la propria vita in quel di Saint-Sorlin pericolosa e meravigliosa, fa gioco pensare di avere a che fare con una assassina, una avvelenatrice. Un giorno, poi, arriva un prete bello... Greg è chino sulla turbina. Sta lavorando, faticosamente, sulla nave. Dexter, il suo amico, lo chiama. Il capitano vuole che Greg vada da lui. Gli deve parlare. E no, non gli deve rimproverare nulla. Gli deve dare una brutta notizia. Sua figlia è morta. Quale?, chiede Greg. Ne ho quattro, dice. Non lo sappiamo, risponde il capitano. Cercheremo di appurarlo al più presto, continua. Grazie, risponde Greg. Che prosegue il suo lavoro. E si chiede: per quale, se la perdessi, soffrirei meno?... Ascoltando Axel suonare il violino, Chris capì di essere decisamente meno bravo di lui. E certe consapevolezze fanno male... Catherine e Henri si amano. Ma quando lui ama lei, lei lo detesta, e viceversa. Vanno avanti così, passano la vita come se fosse sempre una sonnacchiosa domenica pomeriggio. E dire che sono la coppia più importante di Francia...
La vita è straordinaria. Fa quello che le pare, va dritta per la sua strada, testarda, coerente nella sua incoerenza, fuori dal comune nella sua banalità fatta di gesti che si ripetono sempre uguali, abitudini, pensieri, parole, concetti e preconcetti. E la dimensione ideale per raccontare la vita è la cornice del racconto, asciutta, breve, compiuta e definita. Come un film, come un episodio di una serie tv, chiuso, con un inizio e una fine, un prima e un dopo, un tassello del mosaico che ci accade mentre siamo occupati a fare altro, parafrasando un celebre motto. Certo, se si ha la scrittura felice di Schmitt. Ironico, istrionico, acuto, fluido, divertente, brillante, intelligente. Quattro limpidi racconti che indagano l’animo umano senza retorica. Quattro gioielli, ben giocati sul felice espediente del ribaltamento. Il rovesciamento della prospettiva, del punto di vista, di ciò che ci si aspetta dai primi segni. Greg, poi - il protagonista del secondo testo raccolto in questa antologia, Il ritorno, semplicemente un capolavoro - è un personaggio maschile di rara verità ed efficacia, come da tempo non se ne leggevano.

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