Confessione

Confessione
La professoressa Moriguchi, insegnante di scienze in una scuola media, sta terminando l’ultimo giorno di lezione della sua carriera. “Lascio per sempre il mio lavoro, il dolore per la morte di mia figlia è troppo grande”, spiega ai suoi allievi. “Come sapete, Manami è annegata accidentalmente nella piscina della scuola, o almeno così ha concluso l’inchiesta. La verità è che Manami è stata uccisa e che a ucciderla è stato qualcuno di voi”. A e B, così nomina i due colpevoli mentre descrive la loro personalità e gli episodi più significativi volti a comprenderne la follia; mentre spiega perché ha scelto di non denunciarli; mentre svela quale atroce, prolungata vendetta ha architettato per loro. Una vendetta che trova il suo McGuffin in due cartocci di latte...
Fino a che punto i colpevoli sono realmente colpevoli? Questa la domanda-chiave del libro, che rimanda ai flash più comunemente noti della tradizione Samurai: la vendetta è un piatto che va servito freddo, rivendicare l’onore facendosi giustizia da sé, non avere alcuna fretta, lasciar passare anche settimane o mesi purché il piano vada a buon esito. Il primo capitolo porta il lettore a tifare per il vendicatore, a farsi un’idea molto precisa di chi sono A e B, a ritenere che ogni mezzo sia lecito di fronte a un crimine spietato come l'omicidio di una bambina. Anche quando gli assassini sono bambini a loro volta. Il talento di Minato Kanae è stroncare e ribaltare in poche pagine la posizione di chi legge. Cambiando punto di osservazione, nulla è più come prima: nei capitoli seguenti, il trascorrere dei mesi e i drastici cambiamenti nelle vite di A e B sono raccontati prima due persone a loro molto vicine (la capoclasse, la madre), infine da A e B stessi. La disparità tra “buoni” e “cattivi” si trasforma pagina dopo pagina, la percezione di ciascun personaggio - anche quelli in apparenza minori - si evolve man mano che la lettura prosegue. Qual è il messaggio? Che il male (forse) in natura non esiste. Esiste il dolore, che porta alla negazione del bene per sé e per gli altri. Che però è tutt’altra cosa. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER