Conrad

Conrad
Se le biografie tradizionali tracciano quadri destinati a impreziosire le gallerie museali, quelle che invece disertano i canoni convenzionali hanno il pregio indiscutibile di raffiguraci lo scrittore prescelto come se egli fosse dotato della stessa sostanza imprendibile dei protagonisti dei suoi romanzi. Ciò che ci viene proposto non è dunque il pellegrinaggio dinanzi a un’effige ingessata dalla storia, ma la lettura dell’ultimo romanzo. Quello, rimasto inedito, nel quale Joseph Conrad assume le vesti di personaggio per dirci ancora qualcosa di sé che, attraverso tutte la sue opere, non eravamo ancora stati capaci di comprendere da soli. In particolare i tormenti di un animo venato dalla falda non ricomponibile dell’irrequietudine, nemmeno quando si sveste dei panni di avventuriero giramondo per consacrarsi alla condizione di letterato conservatore e gentiluomo.
La febbrile necessità di rappresentare a se stesso gli aspetti della realtà alimenta la sua vena creativa e una costante mania di precisione doma gli impulsi e sorveglia la narrazione. La sfiducia nel genere umano fanno di lui un inguaribile pessimista che si misura con la vita con il dignitoso aspetto di un nobiluomo altezzoso e raffinato… 
Felice il giorno che vide nascere il sodalizio umano e letterario di due illustri romanzieri: Joseph Conrad e Ford Madox Ford. Il primo è un nome assai noto al pubblico italiano. Il secondo è quello di uno scrittore britannico (1873 – 1939), autore di una vastissima produzione di opere che spaziano dalla fiaba al romanzo e alla saggistica. Li ha uniti la stessa passione per la letteratura e un’amicizia più che ventennale, spezzata solo dalla morte di Conrad nel 1924, anno in cui vede la luce questa anomala biografia che la Castelvecchi propone ora all’attenzione del lettore italiano nella traduzione di Maria Clara Faccini. La struttura del libro non poggia affatto sui rigori cronologici e documentali di un impianto biografico, ma su una dotazione memoriale diretta. Centottanta pagine scritte con passione e acume che ti fanno immediatamente amare o riamare Conrad e che ridonano allo scrittore e all’uomo una storia che ancora oggi non finisce di stupirci e di appassionarci. E questo è in fondo il paradosso di un libro che, facendo leva unicamente su informazioni personali atte a restituirci le pieghe più segrete del grande romanziere polacco naturalizzato britannico, si rivela fondante pur senza essere fondamentale.

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