Controvento

Controvento
Anni ’50. Sull’isola di Newfoundland - la quarta per dimensione di tutto il Canada - in un piccolo villaggio di pescatori, vivono Kit, la madre Josie e la nonna Lizzy. Nessuno sembra sapere come sia nata Kit, il padre è senza nome e Josie ha una personalità disturbata, infantile, è incapace di prendersi cura della figlia con la dovuta responsabilità. Corre spesso sulla spiaggia desolata e selvaggia, il vento nei capelli, come per dimenticare o sfogare una rabbia antica, irrisolta. Lizzy, saggia e presente, è l’anello che tiene unite la figlia e la nipote, cercando di trovare un equilibrio e un’armonia a una situazione difficile. La comunità, incarnata dal reverendo Ropson, le guarda in tralice, denigrandole ed escludendole, aumentando così il senso di alienazione e solitudine. Se fosse per loro Kit sarebbe in orfanotrofio e la madre in un istituto psichiatrico. La morte di Lizzy si rivela quindi un dramma, una perdita quasi impossibile da colmare. Venuto a mancare il pilastro che le sorreggeva Kit e Josie sono costrette a rivedere e affrontare il loro rapporto sotto una nuova luce. Qualcosa giunge a turbare le loro giornate, però: un assassino venuto dal mare, un uomo che – inaspettatamente – ha un collegamento con la nascita di Kit, cresciuta e ormai fuori dall’adolescenza…
Donna Morrissey nacque proprio a Newfoundland, salvo poi trasferirsi in Canada per gran parte della sua vita. Oggi vive ad Halifax, in nuova Scozia. Le condizioni in cui scrisse Controvento, primo romanzo dopo una serie di racconti brevi, furono singolari e determinanti. La lettura di Carl Jung, Robert Johnson e Joseph Campbell cambiarono la sua percezione consentendole di trasferire la sua anima e le esperienze di vita, filtrandole e metabolizzandole, dentro la storia. La Morrissey venne invitata alla scrittura da un carissimo amico/mentore che la esortò a sfruttare le innegabili capacità comunicative orali in narrativa. La madre di Donna si ammalò di cancro proprio in quel periodo, sconvolgendo – come accade in Controvento – equilibri e gesti quotidiani. L’autrice canadese scrisse tutti i giorni di fianco al letto della madre malata – e morente – chiedendole consigli e trasformando la storia di una vecchia donna e dei suoi venticinque gatti in quella di Kit e Josie. Ecco la ragione per cui questo è un romanzo di rara intensità, dove i padroni sono i sentimenti e i legami di sangue, viscerali e condizionanti e in cui palpita il dramma della crescita, del controverso rapporto madre/figlia, della difficoltà di imporre e affermare la propria personalità contro il rifiuto della collettività. C’è tutta la sensibilità femminile densa di tatto e sfumature nella scrittura di Donna, al punto che non c’è da stupirsi che il suo esordio abbia vinto il Canadian Booksellers Association First-Time Author of the Year Award e sia stato candidato a molti prestigiosi premi letterari.

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