Controvento

Controvento

Il viaggio è cominciato da cinque mesi in una grigia mattina di inizio luglio. Le previsioni del tempo danno pioggia e sulla folla di amici e curiosi riuniti in piazza Plebiscito, una delle piazze in assoluto più grandi d’Europa, si è ammassata una coltre di pesanti nubi. Circondata da un lato dall’imponente facciata del Palazzo Reale e dall’altro dalla chiesa neoclassica di San Francesco di Paola, questa piazza nel centro di Napoli sembra in effetti il punto di partenza naturale per il suo viaggio, il giro del mondo in bicicletta. Ed è stato proprio lo stimolo a compiere la traversata di tutto il globo a farla cominciare ad andare in bicicletta, non il contrario. Antonio le chiede se è pronta, facendosi largo nella folla di sostenitori, fotografi e giornalisti che sono tutti in attesa di vederla partire. La domanda, ovviamente, è retorica. Ci si può forse mai sentire davvero pronti per una cosa del genere? Secondo l’opinione comune la protagonista della storia non lo è affatto. Tutto ciò di cui lei è in possesso sono infatti qualche migliaia di euro, una bicicletta, per l’appunto, e soprattutto un sogno. Un sogno che è nato dal dolore per la perdita di un grande amico. Quel genere di dolore che ti rende più triste, che diventa una spinta impetuosa a compiere azioni imprevedibile che ti cambiano la vita. Hendri, un esploratore. Tirato giù dal kayak da un enorme coccodrillo lungo il fiume Lukuga…

 

 

È la donna più veloce del mondo: in 152 giorni, otto in più di quelli nei quali è stata effettivamente in sella, ha circumnavigato su due ruote il globo intero, per un totale di 29000 chilometri. È una figura molto interessante: nasce all’interno di una setta – così perlomeno la definisce di norma la stampa internazionale – cristiana, I Bambini di Dio, una organizzazione nata nel 1968 e pressoché piuttosto controversa, i cui membri hanno subito diverse accuse di pedofilia nel corso degli anni. La madre viene allontanata ben presto dal leader, gli abusi perpetrati non mancano: Juliana nel 2004 decide di fuggire dopo la morte di una sorella, scrive un libro-denuncia insieme alle altre due e decide poi di dedicarsi a un’altra battaglia. Di lasciarsi alle spalle un passato che l’ha riempita di cicatrici e di dedicarsi a un’altra battaglia, benefica ma non solo. Uno sprone. Un esempio. Un modello. Una rivalsa per sé e una speranza per gli altri, per il prossimo. Ama ripetere che non esistono persone straordinarie ma persone normali che decidono di fare cose straordinarie. E il giro del mondo non rientra nella quotidianità, è evidente. E lei ora è a livello mondiale il più grande nome del ciclismo endurance, ossia di resistenza. Lo sport è da sempre nella sua forma più alta emblema e insieme attuazione pratica di valori positivi, pungolo a elevarsi, e il suo racconto, asciutto, preciso, onesto, puntuale, semplice, mai pretenzioso, interessante e avvincente conquista per la capacità di trasmettere empatia: del resto l’uomo è un animale sociale.



 

 

 

 
 
 
 

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