Conversazioni private

Conversazioni private
L'amore non chiede, eppure pretende: la verità, sempre, la menzogna quando “le lacrime sono ormai acqua passata”. Il dolore, invece, rimane. Quello di Anna è cresciuto nel petto, silenzioso ed ostinato, dopo anni di sterile vita matrimoniale accanto ad un uomo sposato con troppa convinzione, e poco sentimento: il pastore Henrik, protetto dietro le mura dei principi morali che gli permettono di guidare un'intera comunità d'anime. Un dolore che, dimentico di se stesso, abiurato ai doveri familiari, esplode tra le braccia del giovane Tomas, studente di teleologia, trasformandosi in passione, desiderio, colpa: nella volontà di rompere le catene del vecchio legame, nella paura di veder crollare l'intero universo emotivo costruito negli anni. Il rapporto tra la donna matura e il ragazzo si consuma in fretta dietro angoli bui, nel regno dove ogni terremoto emotivo sembra un alito di vento; ma è destinato a rivelarsi un cumulo di cenere quando Anna e Tomas, con la complice benevolenza di una vecchia amica, si imbarcano in un viaggio clandestino nella cittadina di Molde, per ritrovarsi soli ed inadeguati al ruolo di innamorato che ciascuno crede di saper recitare. A proteggersi contro la “lama arrugginita della solitudine”, dando fondo alle proprie riserve di coraggio per riprendere la vita “vera” nel punto esatto in cui la si era interrotta... 
Cinque conversazioni private che Anna, la protagonista, svolge con se stessa prima che con i suoi interlocutori: madre, marito, amante, confessore, amica. Cinque atti per un unico dramma, vissuto da una donna spezzata il cui cuore, gonfio di solitudine, rischia di rompersi per sempre. Ingmar Bergman, regista di fama mondiale, si rivela narratore sottile: le sue conversazioni sono acute, attente e (com)passionevoli analisi dei “perché” capaci di incrinare radicate convinzioni, di insinuarsi nelle crepe di un rapporto ordinato e triste. L'adulterio, nella vita di Anna, diviene così pretesto per rovesciare sentimenti, per scoperchiare il vaso di Pandora colmo di bugie fattesi routine: per fare i conti con la realtà che, con Henrik, si è costruita ad uso e consumo di una famiglia unita, ma non felice. Bergman, in questa de-costruzione di un amore che poteva essere ma non è stato, da osservatore esterno descrive i paesaggi interiori di personaggi complessi, il cui tormento, a tratti persino troppo composto, si rispecchia alla perfezione negli oggetti della quotidianità, e nei cieli, nelle acque, nella neve di una Svezia algida ed affascinante. Ammaliarci: ecco che cosa è capace di fare Bergman con le parole. In maniera elegante, eppure senza via di fuga, Anna viene messa a nudo: e noi con lei, poveri amanti traditi e traditori che ci strappiamo a fatica dalle menzogne più consolatorie.

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