Corpi

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Ha impiegato parecchio tempo Tessa ad uscire dal Dairy Queen, con due coppette di gelato ricoperte di cioccolato in mano, e a raggiungere sua sorella Sara che la sta attendendo in auto. È dovuta andare nuovamente in bagno e, considerando che sta entrando nell’ottavo mese di gravidanza, la cosa è abbastanza normale. Tessa è ingorda ultimamente ed un solo gelato per lei non è sufficiente, così Sara – pediatra alla Heartsdale Children’s Clinic e medico legale della contea – scende dall’auto e si appresta ad entrare in gelateria per acquistarne altro, quando una telefonata costringe le due sorelle a modificare i loro piani: è stata segnalata la presenza di un cadavere su un terreno di proprietà del campus universitario. Sul luogo si trova già Jeffrey Tolliver, capo della polizia di Grant ed ex marito – ma non troppo, dal momento che i due hanno ricominciato a frequentarsi – di Sara. Il cadavere, un giovane con le ossa di entrambe le gambe polverizzate, si trova esattamente sulla verticale di un ponte e tutto fa pensare ad un suicidio attuato attraverso un salto nel vuoto. Sara continua ad osservare quel che resta del giovane mentre, ogni tanto, lancia uno sguardo verso il luogo in cui ha lasciato l’auto, dalla quale Tessa, che ha voluto a tutti i costi accompagnarla, è scesa per andare a cercare un angolo nascosto sulla collina adiacente, ove fare nuovamente pipì. Intanto anche Chuck Gaines, responsabile di sicurezza del Grant Institute of Technology, e la sua vice Lena Adams, ex collega di Jeffrey che ha lasciato la polizia in seguito ad un terribile episodio del quale è stata protagonista insieme alla sorella gemella Sybil, sono giunti sul posto. Loro sanno chi è la vittima: si tratta di Andy Rosen, un ragazzo piuttosto problematico, dipendente dalla droga e con una evidente passione per i piercing. Sara ascolta distratta il resoconto di Lena e Chuck e continua a guardarsi intorno, ansiosa. Tessa non è ancora tornata in auto e nessuno l’ha vista riscendere dalla collina verso la quale si è diretta da ormai troppi minuti. Dove diavolo si è cacciata?

Karin Slaughter, trentacinque milioni di copie vendute nel mondo e per ben cinque volte vincitrice del Crimezone Thriller Award, torna in Italia con una riedizione (la prima risale al 2003 e fu edita da Piemme) del terzo titolo della serie di Sara Linton – pediatra e coroner nella contea di Grant, a Heartsdale, in Georgia – preceduto da La morte è cieca e Tagli. Ritroviamo Sara e Jeffrey – che ancora non hanno risolto i loro problemi ma, seppur ufficialmente separati, hanno ripreso a frequentarsi con assiduità – alle prese con tre suicidi, che appaiono fin da subito alquanto sospetti. I morti sono tre giovani collegiali, che non hanno apparentemente nulla in comune, e ciò rende il caso complicato e contorto. Se poi si aggiunge l’aggressione alla sorella del medico legale, incinta, il quadro si fa ancor più nebuloso ed inquietante. Mille interrogativi, che faticano a trovare una risposta, in una storia travolgente e violenta nella quale si muovono personaggi intensi e reali, ciascuno dei quali impegnato a combattere anche la propria personale battaglia ed i propri drammi, attraverso i quali la Slaughter riesce a realizzare una minuziosa analisi del lato più torbido e limaccioso dell’uomo e a conferire un apprezzabile spessore psicologico al romanzo, che diventa in questo modo qualcosa di più rispetto ad un semplice thriller. Misteri e continui colpi di scena, che metteranno in luce tutto il marciume sapientemente nascosto sotto il tappeto di una cittadina apparentemente calma e tranquilla, riveleranno da ultimo anche l’enorme difficoltà a stabilire relazioni in cui la comunicabilità funzioni davvero e di cui sia ancora possibile ricucire gli strappi. Una narrazione dallo stile crudo ed aggressivo al quale l’autrice ha da tempo abituato i lettori; una storia con un finale che è un vero e proprio pugno nello stomaco; un romanzo avvincente da leggere, come suol dirsi, tutto d’un fiato.



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