Corpo felice

Corpo felice

Dacia Maraini è una giovane donna sposata con un pittore e ama la letteratura, il teatro e l’arte con tutta se stessa. È presa dalle sue letture quando scopre di essere incinta e allo stesso tempo, a causa della difficoltosa gravidanza, di essere costretta a restare a letto per mesi interi, mesi durante i quali legge decine e decine di libri, per ore intere, per giornate intere, senza mai stancarsi o annoiarsi. Parla col bambino che ha nel grembo e dialoga con lui raccontandogli le storie che scopre tra le pagine dei suoi amati libri, delle sue paure, dei suoi sogni e soprattutto delle battaglie che come femminista e intellettuale sta compiendo e ha intenzione di portare avanti. Fino a quando qualcosa va male nella gravidanza e le condizioni di salute di madre e bambino peggiorano, degenerando in brevissimo tempo. Una degenerazione che porta alla triste morte del piccolo e a un serio rischio per la vita della madre. È così, con questo sottile ma intenso filo conduttore, che Dacia Maraini, la più nota e apprezzata scrittrice italiana nel mondo, torna a indagare uno spaccato del suo passato che ha finora solo accennato in altre sue opere precedenti…

Corpo felice è un’opera delicata ma coinvolgente che consente al lettore di affacciarsi su una storia vera e intima di vita, quella di una scrittrice che ha fatto della propria esistenza un’opera d’arte e una battaglia civile contro le ingiustizie e la violenza sulla donna. Accanto al racconto di vita personale, infatti, l’autrice compie un lungo e approfondito excursus storico e sociale che conduce il lettore alla scoperta di una lunga tradizione di vessazioni e ingiustizie in danno delle donne da sempre schiavizzate, abusate, rese oggetto di dominio da parte di una società patriarcale e maschilista che le ha considerate inferiori all’uomo, non meritevoli di pari dignità e incapaci di coltivare un pensiero proprio. Dacia Maraini avvia un lungo dialogo immaginario col figlio morto prima ancora di nascere e che lei chiama affettuosamente “Perdu” (Perduto) al quale racconta i suoi studi, le sue valutazioni e le sue battaglie contro i tabù e le discriminazioni di un sistema che vede la donna solo per eccesso: come tentazione, provocazione, impurità da una parte e come donna angelicata, balia, padrona del focolare e del volere maschile dall’altra. Dunque, mai come essere autonomo e pensante, capace di discernimento e di libertà. Numerosi sono i riferimenti letterari e storici. Nelle pagine di quest’opera si può infatti scoprire con sgomento il pensiero misogino di grandi pensatori, da Aristotele a Nietzsche, da San Paolo a Sant’Agostino, legati dal comune denominatore del disprezzo verso la donna ritenuta inferiore per natura. Allo stesso tempo l’autrice manifesta tutte le preoccupazioni di una madre circa il futuro di un figlio maschio. Dacia Maraini si interroga, infatti, su come poter al meglio educare un figlio al rispetto delle donne e a sfuggire alle logiche patriarcali che inconsciamente i ragazzi di oggi finiscono per assorbire e reiterate diabolicamente. È difatti proprio questo il maggior punto di forza di questa preziosa opera: la capacità di guardare al femminismo e al pressante problema sociale della violenza contro le donne da un inedito punto di vista, quello di una madre che si rivolge al figlio e dunque, anche quello maschile. “Corpo felice” è una riflessione accurata sul senso del nostro presente e sulle prospettive del nostro futuro. Un’opera da leggere e rileggere a prescindere da se si sia madri, moglie, figli, uomini o donne per comprendere come agire al meglio per costruire finalmente una vera parità di genere.



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