Cosa nasconde la radura

Cosa nasconde la radura
Autore: 
Traduzione di: 
Articolo di: 

Seattle, Washington. Tracy Crosswhite ha appena svuotato il caricatore della sua Glock calibro 40, quando una chiamata del suo sergente, Billy Williams, la avverte di una sparatoria avvenuta in un’abitazione di Greenwood. Sembra una lite domestica, e la moglie dice di aver sparato al marito per legittima difesa. Una palla facile, pensa Tracy, ma la donna in questione è Angela Collins e il suo legale niente di meno che Atticus Berkishire, avvocato-iena particolarmente astioso verso il dipartimento di polizia, che ha più volte citato per presunti atti di brutalità o violazione dei diritti civili dei suoi clienti. Ci si prepara al peggio dunque, ma Tracy ha anche un’altra importante incombenza alla quale non può sottrarsi: partecipare al funerale di Buzz Almond, onorato sceriffo ‒ per quasi metà della sua vita – della contea di Klickitat; Almond aveva sessantasette anni e un tumore al colon. Jenny, figlia di Buzz e amica di vecchia data di Tracy, è subentrata al padre nel ruolo di sceriffo, e rovistando tra le carte dell'uomo ha trovato una cartellina marrone che vuole porre all’attenzione dell’amica detective. Appunti, foto, disegni, rapporti del medico legale. Un caso irrisolto. O meglio, un caso la cui risoluzione non ha mai convinto Buzz fino in fondo. Il tutto risale al 1976, quando l’uomo era al suo primo incarico come agente dello sceriffo: Kimi Kanasket, giovane nativa americana residente a Stoneridge, sparì una sera mentre tornava a casa dal “Columbia Diner”, la tavola calda dove lavorava come cameriera. Fu ritrovata poi morta nel fiume Columbia, e il caso fu frettolosamente archiviato come suicidio...

Considerato dalla critica letteraria americana alla stregua di Scott Turow e John Grisham – padri fondatori del legal thriller negli Stati Uniti – Robert Dugoni ha al suo attivo una decina di romanzi: Cosa nasconde la radura è il terzo della serie avente come protagonista Tracy Crosswhite, primo detective donna alla Omicidi dello stato di Washington. Un detective che non presenta tratti particolarmente iconici, ma che si contraddistingue per intuito, determinazione e grande empatia, particolarmente in un caso come questo, che presenta molte affinità con la dolorosa scomparsa di sua sorella Sarah avvenuta vent’anni prima. Sembra di essere davanti a una bella puntata di Cold Case - la celebre serie poliziesca statunitense ideata da Meredith Stiehm – nella quale fotogrammi del passato si sovrappongono a quelli del presente in un’indagine appassionante, chiara, dettagliatissima e con gli indizi sapientemente dosati. Molti i personaggi, tutti ben caratterizzati, immersi in un’omertosa e cupa ambientazione provinciale che contribuisce a tenere sempre vivo il senso di angoscia e disagio: tutti sanno, nascondono, giudicano, ammiccano. Anche la radura tace, ma il suo, è un silenzio è assordante: i suoi segreti, mantenuti per quarant’anni, non potranno certo sfuggire alle moderne tecnologie di investigazione. Se sulle prime si è convinti di imbattersi in un caso che affonda le radici nelle storiche tensioni razziali tra nativi e residenti, ben presto ci si renderà conto che la tragedia occorsa a Kimi è solo il frutto dell’ego smisurato, e dell’ambizione che non guarda in faccia a nessuno.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER