Cosa pensano le ragazze

Cosa pensano le ragazze

Le ragazze che parlano troppo, che hanno una loro idea del mondo, che hanno una mente pensante non vanno bene, mettono ansia. Alberta e Margherita se lo dicono tra i denti, tra un esercizio di chimica e l’altro. Per arrivare alla conclusione che, forse, è meglio così: l’uomo migliore sarà quello che è capace di resistere, quello che non si spaventa. Lorenza, la figlia del regista, avrebbe voluto nascere maschio. Come i suoi quattro fratelli. La vita al femminile è troppo complicata. Meglio andarsene in Africa con le tigri. E Mattia. Nei pomeriggi malinconici di settembre, nonna Esa taglia il prato con i bambini che si fermano davanti casa sua a battere pinoli o a guardare un punto indefinito all’orizzonte. Nonna Esa porta pantaloni lunghi. Come il giorno del suo matrimonio. Carolina sa bene come conquistare un uomo: sotto casa, silenzio e sorrisi. Non una parola e il bacio è assicurato. Poi è necessario un lungo silenzio stampa, almeno fino alle undici del giorno dopo. E una emoticon di risposta è più che sufficiente. Tante storie, qualche amore e poi arriva Viola. Un amore al femminile che fa bene al cuore. Roberta, partita da Capo Verde in cerca di fortuna alla volta dell’Italia, cresce sua figlia Juanita all’ombra del Vesuvio. Quella è davvero casa sua. Giusy abita allo Zen di Palermo, il suo sogno è fare l’estetista e andare lontano, magari a Londra. O a Taranto. Zahra porta il velo ma è molto meno schiava delle donne italiane che vivono assoggettate a padri e mariti…

Una lunga e appassionata carrellata di storie, di ricordi, di incontri, di istanti fissati nella memoria. Parole e sensazioni che hanno lasciato un segno, che raccontano “quello che le donne non dicono”, come cantava la Mannoia. Ciascun racconto è un pezzo di vita, un frammento di anima. Di una, cento, mille donne. Le donne che Concita De Gregorio ha incontrato e che a lei hanno aperto il loro cuore, si sono svelate e mostrate per ciò che sono. Insieme hanno messo su una sorta di documentario: oltre quattrocento delle mille interviste si trovano sul sito di Repubblica che continua ad arricchirsi di nuove storie, di altri racconti. Con un linguaggio semplice e diretto, uno stile essenziale e profondo, ricco di sfumature, di ironia e di una sensibilità non comune, la De Gregorio tesse una narrazione intorno a ciascuna di queste storie che raccontano l’amore, il rapporto con il corpo, con il sesso, con le madri, con i figli. Con tutti gli altri. Le ferite e il coraggio, le paure e la voglia di riscatto. Le difficoltà di essere donne in una società maschile (e maschilista). Diverse tra loro per età, origine, vita vissuta. Eppure espressioni di una stessa realtà. Una realtà che è fatta di donne e uomini, femmine e maschi, Venere e Marte. Qualche volta contro, qualche volta accanto. Diversi. Diversissimi. A volte complementari. Con il bisogno comune di uno strumento, di una guida per interpretarsi, per decifrarsi. Per comprendersi. Al di là di ciò che appare.



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