Creazione

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Non è facile per un uomo anziano tenere saldamente in mano le redini del discorso, specie se si tratta di richiamare alla mente episodi accaduti moltissimo tempo prima. Ciro Spitama è vecchio e cieco, sente che forse non gli resta molto da vivere, e mentre la sua esistenza è agli sgoccioli detta le sue preziose memorie al nipote Democrito nella sua residenza ateniese. Il saggio ha appena sentito declamare nell’Odeon le guerre persiane dallo storico Erodoto di Alicarnasso, ed è rimasto così sconvolto dalla versione menzognera dell’autore che è andato via indignato, mentre viene conclusa la narrazione con la battaglia di Salamina, col pubblico che applaude estasiato. Se il resoconto verrà tradotto in persiano e consegnato a Susa, pensa ironico Ciro, il Gran Re apprezzerà molto questa favola ben scritta, come apprezzò quel dramma di Eschilo, I Persiani. Nipote di Zoroastro nonché unico uomo vivente ad aver visto il Saggio Signore Ahura Mazda manifestarsi e pronunciare le sue parole per mezzo di suo nonno, Ciro Spitama sin da bambino viene visto come un profeta; figlio di un persiano e della misteriosa strega greca Laide, viene condotto alla corte di Persia da Istaspe in persona, e qui sarà educato insieme ai figli dei dignitari del re. È l’inizio di una grande era, in cui la Persia domina il mondo orientale, posto inesorabilmente sotto il giogo di Dario prima e di Serse poi. Proprio Serse diventa amico fraterno di Ciro, e il loro legame rimane una costante per tutta la loro vita, finché lo Spitama non diventa un potente ambasciatore del Gran Re, presso i sedici regni dell’India e poi ancora più lontano, nel vasto Catai. Dopo la guerra d’Egitto, il nuovo sovrano Artaserse, in segno di continuità con l’illustre padre, lo invia come ambasciatore nell’Atene di Pericle, dove con Callia è autore dell’importante trattato di pace con la Persia. Una vita da diplomatico, all’insegna delle trattative e del rigido rispetto di protocolli e cerimoniali? Niente affatto. Ciro, anzi, ha molto da raccontare. Ha visto moltissimo del globo terracqueo, ha viaggiato in lungo e in largo per i possedimenti persiani, e ovunque ha incontrato persone di un livello culturale elevatissimo, grandi saggi e filosofi con cui discettare del più grande enigma: la creazione del mondo…

Creazione è un libro grande e controverso. Gore Vidal gli diede vita nel 1981, con l’intento di creare una dimensione in cui far incontrare tre giganti del pensiero come Buddha, Confucio e Socrate. Da questo collage viene fuori un colossale e sublime ibrido fra un romanzo storico, un trattato di filosofia e un saggio sulla religione. Come viene precisato nella nota dell’autore, si indica come India tutto il subcontinente indiano e quindi anche stati come Pakistan e Bangladesh, mentre la Cina viene chiamata Catai, dato che Ch’in all’epoca era solo uno dei moltissimi principati in lotta fra di loro. Il protagonista è un saggio ambasciatore che ripercorre incontri fondamentali che grazie alla sua attività ha potuto avere: è Ciro Spitama il file rouge che collega i “tre grandi”, praticamente contemporanei ma distanti geograficamente tanto da non aver mai avuto contatti diretti. Ciro incontra Buddha in India, Confucio nel Catai e Socrate ad Atene, quando è ormai cieco e gli viene presentato come un pessimo muratore, che lascia spesso e volentieri a metà il suo lavoro per riflettere ed elucubrare. Il quesito che sta a cuore al vecchio, e che vuole trasmettere al nipote Democrito, riguarda le origini del cosmo e la sua creazione, ma anche il destino dell’anima dopo la morte. Secondo la dottrina di Zoroastro, dopo che si è liberata dal peso del corpo l’anima ritorna dal Saggio Signore dopo aver attraversato il ponte della redenzione. Chi in vita ha seguito il sentiero della Verità è atteso da un destino di felicità, mentre chi ha seguito la via della Menzogna subirà il tormento. Come spiegare questo manicheismo? Come far coesistere il bene rappresentato da Ahura Mazda e il male rappresentato dal gemello Arimane? Questa domanda Ciro l’ha posta a insigni filosofi est, e a est dell’est, in una continua ricerca di risposte sul reale. Il romanzo è monumentale, e consta di dieci libri che scandiscono le fasi della vita di Ciro. Nel 1981 l’edizione originale fu pesantemente rimaneggiata, e il testo fu compromesso dal rasoio tagliente di un editor troppo preoccupato di alleggerire il peso complessivo dell’opera per prestare attenzione al senso e alla coerenza della storia. Ne veniva fuori un libro monco, privato della parte che parlava dell’infanzia di Spitama, del legame con Zoroastro e dell’amicizia con Serse. Con sofferenza e insistenza, Vidal nel 2002 riuscì a far pubblicare la versione originale del testo. Ora Creazione torna in libreria con una nuova edizione Fazi, quattro anni dopo la morte dell’autore e sceneggiatore statunitense.



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