Criptocrazia non autorizzata

Pochi sanno che attraverso un comune motore di ricerca come Google si accede appena al quattro per cento del web, senza avere alcuna notizia di quanto rimane, diviso tra Deep Web, che interessa il novantadue per cento delle informazioni on line, e Dark Web, che occupa l’ultimo quattro per cento. In quest’ultima area di Internet attraverso i Bitcoin, moneta virtuale non legalmente riconosciuta, le organizzazioni internazionali volte al traffico di armi, droga e a volte esseri umani compiono i loro loschi affari all’insaputa della maggioranza della popolazione mondiale. Un habitat per lo scambio di informazioni e di ricchezze ideale per le mafie e le organizzazioni terroristiche, ma anche per i servizi di intelligence degli Stati Uniti che vogliono prevalere nel mercato delle materie prime. Vi si accede mediante TOR, un software alternativo ai più comuni Internet Explorer e Google Crome, ideato dalla CIA per navigare nel Deep Web e nel Dark Web nel completo anonimato. . La moneta virtuale dei Bitcoin, così utile per i traffici illeciti nella parte più oscura del web, rivela nei suoi canali di diffusione quanto possa essere dannosa per il benessere della popolazione mondiale. Nata per iniziativa del giapponese Satoshi Nakamoto (in realtà questo nome non è altro che uno pseudonimo dietro cui si celano gli ideatori dei BTC) la moneta virtuale non legalmente riconosciuta avrebbe dovuto rappresentare una fonte di guadagno per le masse popolari di tutto il globo, ponendosi come alternativa agli investimenti della finanza internazionale. Tesi in realtà facile da confutare non solo per il suo frequente utilizzo nei movimenti di capitali attraverso il Dark Web, ma anche per le caratteristiche del software open source legato ai Bitcoin, un sistema alimentato sulla rete dall’intervento dei cosiddetti miner. Si tratta di informatici dotati di mezzi e conoscenze elevate, che attraverso la decrittazione dei codici ricevono pagamenti in Bitcoin. Non sono proprio degli hacker, ma è fuori discussione che persone con conoscenze informatiche comuni e computer che hanno una limitata capacità di elaborazione dei dati possano fare il loro lavoro…

Ex ufficiale dell’esercito, Marco Pizzuti ha collaborato per le maggiori istituzioni dello stato, tra cui la Camera e il Senato. È un esperto di controinformazione, ovvero di informazione indipendente libera da ogni condizionamento, e ha spesso partecipato a conferenze e programmi radiofonici per divulgare le sue teorie sul libero mercato e sull’uso degli strumenti di comunicazione di massa. Come ricercatore scientifico e collaboratore di Mistero in onda su Italia Uno e del mensile legato al programma, ha rivelato al pubblico alcuni esperimenti controversi. Nel 2011 ha stabilito il nuovo record mondiale nella trasmissione di corrente elettrica senza fili direttamente in forma di corrente alternativa, affidandosi alla tecnologia Tesla del XIX secolo. Per le edizioni Punto d’incontro ha pubblicato vari volumi in cui ha trattato argomenti di scottante attualità, dalla sanità e la scienza ai servizi segreti internazionali, contraddistinguendosi per la sua capacità di avvicinare il lettore a tematiche complesse con un linguaggio chiaro e scorrevole, sempre con il palese obiettivo di combattere l’informazione pilotata dalle élite della finanza internazionale e dalle multinazionali. In Criptocrazia non autorizzata riprende alcuni argomenti presenti nelle sue pubblicazioni precedenti, tra cui l’intelligenza artificiale vista come strumento per la riduzione dei costi della manodopera, l’ingerenza delle aziende farmaceutiche nella ricerca per la somministrazione eccessiva di farmaci e l’indebolimento degli Stati attraverso i tassi di interesse sul debito pubblico. Pizzuti non teme di allarmare il lettore sugli effetti deleteri dei poteri nascosti, dimostrando come i robot intelligenti finiranno per occupare il posto degli uomini nei settori produttivi e nei servizi, o rivelando come un gran numero di esperimenti non siano ripetibili e quindi non possano essere ritenuti scienza. Pagina dopo pagina si acquista la consapevolezza di una visione alternativa ma anche esplicativa di alcuni fenomeni politici, economici e sociali spesso non approfonditi dai mass media ufficiali, anche se l’autore con uno stile adatto a spiegare e non a convincere, lascia chiaramente intuire che il lettore resta libero in ultima istanza di credere alla fonte a suo giudizio più attendibile.



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