Cronache del dopobomba

Cronache del dopobomba
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Usa, 1981. La popolazione della zona di San Francisco sta faticosamente riprendendo una vita normale dopo la catastrofe del 1972, quando una nube radioattiva causata da un errore di calcolo del professor Bluthgeld ha contaminato le città causando malattia, deformità e paranoia. Bluthgeld da allora vive in incognito, schiacciato da un orrendo senso di colpa e convinto che i suoi incubi possano materializzarsi, distruggendo il mondo. Per questo, quando un devastante attacco nucleare sconvolge l'America, egli crede ancora una volta di essere il responsabile, l'architetto dell'Apocalisse. Mentre un pugno di derelitti superstiti si aggirano fra le macerie ed i fuochi radioattivi, l'astronauta Walt Dangerfield, prigioniero in orbita, trasmette musica classica e lancia i suoi messaggi bizzarri e profetici a ciò che rimane del mondo...

Cronache del dopobomba (che nel titolo originale Dr Bloodmoney: or How We Got Along After the Bomb allude dichiaratamente al capolavoro di Kubrick Dr. Strangelove, or how I learned to stop worrying and love the bomb, uscito un anno prima del romanzo di Dick) ha la logica di un'operetta morale scritta col linguaggio dei sogni. Certo non manca la componente visionaria, la satira sociale e politica anche disperata, ma lo scheletro della vicenda è costituito dalla tesi (insolitamente moralista, almeno per Dick) per la quale le costrizioni anche crudeli della realtà, i limiti imposti all'ego, alla volontà di potenza, sono un componente essenziale e salutare dell'esistenza. Il conservatore e meschino 'zio Tom' McConchie accumula denaro ormai inservibile e si adatta con estrema lentezza al nuovo ordine sociale (tutte caratteristiche eminentemente piccolo-borghesi), eppure sulla lunga distanza finisce per essere favorito, per diventare il simbolo della sopravvivenza e della tenacia, in contrasto con i deliri megalomaniaci di chi si identifica con l'Angelo della Morte o di chi sta precipitando il pianeta nell'abisso a furia di bombe. Nel mezzo sta la figura dell'astronauta Dangerfield, custode della cultura passata e traghettatore verso la cultura futura, senza dubbio il personaggio esteticamente più charmant del romanzo.



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