Cronache di Bassavilla

Cronache di Bassavilla
29 dicembre 1999, ore 5.20 del mattino: in quattro distinti punti della rete autostradale italiana quattro diversi automobilisti vivono un'esperienza sconvolgente. Sull'A4 nei dintorni di Brescia, sull'A1 a San Martino e a Treviso sud viene avvistata pericolosamente in giro a piedi sull'autostrada una giovane ragazza bionda dall'andatura barcollante, vestita con jeans e giubbotto rosso. Nello stesso identico momento, sulla A13 in direzione Venezia una Renault investe e uccide una ragazza del tutto identica a quella avvistata negli altri punti. La ragazza bionda, forse una prostituta, non viene identificata e viene battezzata dai giornali Melissa. Anche Bob Orsetti, dj notturno, avvista la misteriosa ragazza in jeans e giubbotto rosso alla stessa ora sull'autostrada e ripensa a una strana storia appena capitatagli: per molte notti di seguito, una ascoltatrice dalla voce roca e fascinosa lo aveva chiamato in trasmissione dicendo di chiamarsi Melissa, ma quando i due avevano deciso di incontrarsi, all'appuntamento si era presentata una strana tipa che diceva di esser stata mandata lì da un medium per conto del suo spirito-guida, tale Melissa. Intanto si avvicina il 31 dicembre 2000, e i computer di tutto il mondo sono minacciati da un terribile virus di nome... Melissa, che è arrivato in Italia esattamente alle ore 5.20 del 1999. Cosa significano tutti questi fatti? Quale mistero li lega uno all'altro? Possibile che tutto abbia avuto origine da un oscuro fatto di cronaca del 1925, quando la giovanissima Melissa Prigione, commessa in una cappelleria di Bassavila, scomparve senza lasciare traccia, forse suicida? Quale maledizione grava su Bassavilla e forse sul mondo intero?
Tra inchiesta e horror, mescolando sapientemente cronaca, leggende metropolitane e fiction, Danilo Arona ci dà il benvenuto nella sua Bassavilla, una sorta di Area 51 piantata come un chiodo nella provincia del norditalia, un luogo non luogo ben noto ai lettori della webzine di controcultura Carmilla, sulla quale Arona tiene da diverso tempo una rubrica-culto. Echi di Buzzati e Suzuki in un libro assolutamente sorprendente nella sua capacità di 'infettare' le coscienze dei lettori trasmettendo una sensazione di malsano, fascinoso orrore che avvince ed emoziona. La narrativa horror italiana (anche se la definizione di horror sta strettissima a Cronache di Bassavilla, e financo la definizione di narrativa non gli rende giustizia) sembra essere entrata in una vera e propria Età dell'oro, e Danilo Arona è uno dei suoi campioni.

Leggi l'intervista a Danilo Arona

 

 

 

 
 
 
 
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