Cronache urbane

Cronache urbane

Roma, dicembre 1999. Enrico e i suoi amici si apprestano a vivere un Capodanno memorabile. Il nuovo millennio sta per nascere e loro vogliono dargli il benvenuto come si deve. Ma la realtà, si sa, non è mai all’altezza delle aspettative e alla fine il gruppo si ritrova a fare le cose di sempre: cena, qualche chiacchiera e i soliti botti. Il Capodanno del 2005, invece, arriva quando Enrico si è laureato da circa un anno e frequenta l’università per svolgere il servizio civile. Andrà ad una festa organizzata dagli amici di sempre, Antonio e Claudio, anche se proprio da quella sera inizierà ad allontanarsi da loro e ognuno farà la sua strada. Nel 2010, Enrico saluta l’anno vecchio assieme alla sua compagna, con la quale ha acquistato una casa. Ha un lavoro ma per risparmiare ha dovuto spostarsi all’esterno del Grande Raccordo Anulare, nelle parti dei Castelli Romani. Come tanti, ha dovuto fare dei compromessi, perché comprare una casa nella Capitale è qualcosa di davvero difficile. Oggi è l’ultimo capodanno che Enrico passerà in questa casa. Si è separato dalla sua compagna e ora sta cercando di vendere l’appartamento e tornare nella Roma al di qua del raccordo. Ma non è cosa semplice perché la città e il suo mercato immobiliare nel tempo hanno subito molti cambiamenti…

Esiste la Roma immortalata da Fellini, esiste quella di Pasolini. La Roma de La grande bellezza; quella ricca del centro e quella degradata delle periferie. Poi c’è la Roma di chi la conosce bene, la vive, ne respira l’aria e ne beve l’acqua. Con il suo romanzo d’esordio Cronache urbane, l’ingegnere ed ex giornalista Enrico Giammarco compie un’operazione importante: descrivere il cambiamento di una città che in pochi decenni ha mutato completamente pelle, costringendo un’intera generazione ad emigrare al di là del raccordo anulare, vero e proprio spartiacque tra una Roma “di dentro” e una “di fuori”, perché “non esistono coetanei che si siano comprati una casa dentro al raccordo. Quelli che abitano a via Marconi, viale Somalia oppure al Quadraro se la sono fatta regalare o comprare dai genitori, oppure sono in affitto”. È la fotografia di una generazione che si accontenta, si adatta, si allontana dalle proprie origini. Ma il protagonista di Cronache urbane, una sorta di diario di formazione costruito attraverso uno stile narrativo intimo e totalmente in prima persona, non ci sta: cerca di riprendersi i propri spazi, di ritrovare la propria identità. Ma non sarà un percorso facile. Dovrà confrontarsi con un esercito di agenti immobiliari famelici; con la perenne paura del fallimento; con il senso di smarrimento che attanaglia un’intera generazione. E poi con Roma. La sua Roma: un’utopia alla quale non può e non vuole rinunciare. Così, la ricerca di una casa dentro il raccordo diventa occasione per ritrovare se stessi. Per conquistarsi il proprio pezzetto di mondo.



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