The Cruelty

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Non è semplice la vita per una diciassettenne. Gwen, poi, non è una diciassettenne qualunque, non riesce ad abitare nello stesso posto per più di due anni. Il lavoro del padre, funzionario del corpo diplomatico degli Stati Uniti, la costringe a cambiare casa, scuola, nazione, lingua e abitudini esattamente ogni due anni. Azzerare la propria vita con la puntualità di un orologio svizzero non è una banalità, soprattutto se hai una lacuna impossibile da colmare. Gwen adesso abita a New York, frequenta una scuola per ricchi snob. No, lei non è ricca e non lo è nemmeno il padre. La possibilità di iscriversi alle migliori scuole del paese è un diritto che lo stato concede al proprio corpo diplomatico, un privilegio riservato ad ogni missione in qualsiasi paese. Sono odiosi i suoi compagni di scuola, insopportabili come gli stessi insegnanti e quella preside così superficiale e priva di fantasia. Gwen non sopporta le mura scolastiche, le lezioni sempre uguali, la costrizione di dover leggere testi e romanzi già conosciuti nella loro lingua originale. Ma qualcosa di terribile sta per sconvolgerla definitivamente…

Dal profilo web di questo autore apprendiamo che vive in Colorado con moglie e figlia, che odia tutti gli insetti tranne i ragni, che è un buon conoscitore del caffè e dei suoi derivati e, soprattutto, che ama viaggiare e scattare foto. L’anima del fotografo, del resto, sembra emergere in questo suo romanzo d’esordio, pubblicato presso l’editore Mac Millan nel 2017 e candidato all’Edgar Award 2018 come miglior romanzo young adult. Sì, perché il lettore ha la continua e costante sensazione di sfogliare una serie di istantanee degli angoli più bui di New York, Parigi, Berlino, Praga. Un viaggio verso il fondo, verso i margini sempre più oscuri della civiltà umana. Un viaggio in cui la scoperta dei luoghi oscuri è solo una proiezione dell’animo umano: una vera e propria discesa, insomma, nel maelstrom dell’anima. Fin dove siamo in grado di scendere pur di difendere ciò che amiamo? Quando siamo in grado di trasformarci? Ma, infine, si tratta davvero di una trasformazione? Siamo, cioè, in grado di diventare qualcosa di totalmente estraneo da noi stessi o, semplicemente, tiriamo fuori quel che abbiamo già dentro? Domande a cui il romanzo non cerca di dare risposta, ma che emergono irresistibili da una lettura che avvince fin dalle prime righe. La crudeltà è un aspetto della natura umana, non qualcosa che riguarda solo alcuni soggetti disturbati. È un elemento imprescindibile dell’essere umano, una sorta di funzione dell’adattamento all’ambiente. Il problema, quindi, non è se chiunque sia in grado di mostrare crudeltà verso il prossimo, ma a che livello di crudeltà siamo in grado di arrivare e per quali motivazioni. La sequenza di istantanee di luoghi esterni si muta presto in scatti che ritraggono passaggi interiori della coscienza. Il riferimento all’opera di Albert Camus Lo straniero non è affatto casuale e denota l’esatto punto di partenza del romanzo. D’altra parte, non è forse l’imitazione la prima e più genuina forma di conoscenza? Non è forse indossando le scarpe dei grandi che tentiamo di camminare per le strade del mondo?



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