Cuore di rondine

Cuore di rondine

1977. Tutti lo chiamano “Cigno”. È siciliano, di Castelvetrano, nel trapanese. È un carabiniere paracadutista di ventisei anni ed è una calda mattina di primavera quando viene convocato nell’ufficio del suo colonnello. Il ministro degli Interni Francesco Cossiga ha autorizzato la creazione di un corpo d’élite unico nel suo genere. Ecco perché stanno cercando uomini validi e coraggiosi da addestrare per fronteggiare e risolvere missioni delicate ed estremamente pericolose. È così che nasce il GIS, il Gruppo Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri. Un reparto coperto da assoluta segretezza. E lui è uno dei fondatori. Tre anni dopo, il battesimo di fuoco: nel supercarcere di Trani alcuni brigatisti tentano di evadere provocando una rivolta. L’intervento del GIS è risolutivo e a questa missione ne seguiranno altre dentro e fuori l’Italia. E ora Cigno – premiato con la medaglia afgana Loya Jirga, consegnata dal presidente Hamid Karzai per l’Operazione Corona; dalla croce commemorativa per l’attività di soccorso internazionale in Iraq; dalla croce commemorativa per il mantenimento della pace in Afghanistan – è conosciuto da tutti come Comandante Alfa…

Azione, coraggio, senso d’appartenenza e del dovere: sono gli ingredienti che compongono le pagine di Cuore di rondine, autobiografia romanzata del Comandante Alfa, il quale narra in prima persona la sua esperienza in uno dei gruppi d’élite delle forze speciali italiane: il GIS dei carabinieri, nato in quegli anni di piombo che lasciarono una dolorosa scia di sangue nella storia italiana. E dopo oltre trent’anni di carriera il Comandante Alfa, di cui ovviamente s’ignora l’identità, apre una finestra su questo gruppo di uomini che hanno deciso di mettere la propria vita al servizio della Stato, celando il proprio volto dietro ad un passamontagna che è diventato segno indistinguibile. Le pagine di Cuore di rondine sono dense, colme di ricordi ed esperienze; distinte da due dimensioni: quella avvincente dell’azione e quella intima del ricordo. Un ricordo che si tramuta in dolore quando l’autore ripercorre i tragici eventi di Nassiriya, in cui a perdere la vita fu anche Enzo Fregosi, un altro fondatore del GIS. Un amico. Un fratello. Perché dietro quei passamontagna si celano uomini, persone che amano, vivono, ridono, piangono. E ricordano.



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