Cuore oscuro

Cuore oscuro
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Esiste un bosco in cui addentrarsi è proibito, un bosco misterioso dal cuore vivo e nerissimo in cui perdersi vuol dire morire. È al limitare di quel bosco che vive Agnieszka, nel piccolo villaggio di Dvernick, nel cuore della Polnya. Agnieszka non è né bella né particolarmente intelligente, né possiede quelle doti che la renderebbero una buona moglie. La sua amica Kasia invece le possiede tutte: è bella, aggraziata e forte. Deve essere forte perché il suo destino sembra già segnato alla nascita. È il suo diciassettesimo anno di vita, il Drago sta per reclamare il suo tributo tra le ragazze della valle e una tra loro lo seguirà alla torre, dove resterà per dieci anni. Poi sarà di nuovo libera, ma allora il villaggio non sarà più casa sua. Sembra che questa volta tocchi a Kasia seguire il Drago e la sua magia nera nella torre, la ragazza ha tutte le carte in regola, eppure il destino ha in serbo altro per lei. Agnieszka è certa che invece le toccherà restare al villaggio e perdere la sua migliore amica, non ha qualità lei, così le hanno fatto credere, eppure sotto quei cenci sporchi di fango brilla una luce. Se solo riuscisse a ghermire quella sfera di fuoco bianco e azzurro che il Drago ha evocato, tutto cambierebbe...

Un fantasy dal cuore oscuro come quello del bosco inestricabile che minaccia due regni: la Rosya e la Polnya. Una magia antica e spietata che reclama a sé tributi umani e animali in nome di un’antica vendetta. Precisa, incisiva e ammaliatrice, la scrittura di Naomi Novik è una calligrafia miniata che sa imbastire storie e catturare i lettori. La sua Agnieszka è un’insolita “apprendista stregone” che di disneyano ha ben poco, una contadinella sgraziata dai panni sporchi, che però cresce insieme alle dure prove che le si pongono di fronte, e così acquisisce spessore, carattere e nerbo. La Polnya ‒ che per assonanza ricorda la Polonia di cui è originario il ramo materno della Novik ‒, non è tanto un luogo fantastico quanto piuttosto una terra solida, in cui sbocciano leggende. Fonte di ispirazione è certamente Baba-Jaga, la vecchina dotata di magici poteri protagonista della mitologia slava, figura a metà tra la strega e l’incantatrice, citata anche dalla stessa Agnieszka nel testo. Cuore oscuro si rivela essere una “fantafiabesca” avventura in cui bene e male si confrontano e spesso sconfinano l’uno nell’altro. Dopo la fortunata saga Temeraire con protagonisti i draghi, la Novik segna un altro colpo vincente nel genere fantasy.



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