Da dove viene il vento

Salvatore è inquieto. Dopo essere uscito dall’ufficio, vaga a lungo sul Suv, senza decidersi a tornare a casa, dove la figlia Marta lo starà sicuramente aspettando per spegnere le candeline sulla sua torta di compleanno. Poi si ritrova lì, davanti al portone scardinato della palazzina 3 dove abita Jerry, aria strafottente, lungo, magro e muscoli scolpiti. Jerry gli prepara la roba e gliela consegna, Salvatore paga ed esce senza dire una parola, ansioso di aprire la bustina. Lo fa in macchina, allineando le strisce con la prima cosa che trova in tasca, un biglietto da visita. Tira frettolosamente e golosamente, cercando di dominare un leggero tremore, poi mette in moto l’auto ed è pronto per tornare a casa, per tornare ad essere il padre adorato ed il marito devoto che è stato in tutti quegli anni. Invece imbocca la tangenziale e si dirige verso la periferia, verso un complesso di case basse e verso l’indirizzo indicato sul biglietto da visita di poco prima. Via Jules Verne 23, casa di Dora. Dora è rientrata da poco dal lavoro e se ne sta andando in giro per casa con l’accappatoio ed i capelli umidi. Suonano alla porta. Dora guarda nello spioncino prima di aprire: è Salvatore, suo grande amore dei tempi dell’università. Un’altra volta, ancora un’altra volta. Non lo vede da parecchio, ma le sembra del tutto nomale che lui ora sia lì e, soprattutto, capisce di averlo aspettato per tutto quel tempo. Idir, febbricitante, è seduto a poppa, mentre il mare si sta ingrossando, incurante degli spruzzi che gli arrivano addosso. La barca, dopo più di due giorni di navigazione, fa acqua da tutte le parti, ma si cerca di svuotarla con una lattina o con il fondo di una bottiglia di plastica. Nella testa di Idir c’è solo un nome: Melilla. È lì che vuole arrivare, anche se non sa bene dove si trovi. La carretta di legno giallo e rosso continua ad avanzare tra le onde che diventano sempre più alte, ma a bordo tutto è calmo, tutti dormono, anche quel bambino - o forse bambina - che è stato soprannominato Amsah e che li ha fatti disperare durante il giorno…

Quattro storie legate a tempi e spazi diversi, che a poco a poco si assemblano in un quadro unitario, che ha come denominatore comune la mancanza di un destino felice, in cui il prezzo da pagare è sempre altissimo ed in cui il passato torna chiedendo il conto, senza concedere alcuna possibilità di riscatto, seppur minimo. La storia di Dora e Salvatore - un tempo una coppia ed ora amanti clandestini che vivono una relazione intensa, totalizzante e malata in una città del Nord Est d’Italia oppressiva e poco tollerante - si intreccia con quella di un cosmonauta russo, abbandonato a lungo in orbita intorno alla terra, perché la nazione che lo ha lanciato, l’Urss appunto, si è dissolta ed ora mancano i mezzi economici per farlo rientrare. E poi c’è Idir, giovane magrebino per il quale l’Europa è la terra promessa, salvo poi restare imbrigliato nello stesso incubo dal quale cerca di fuggire. E ancora il viaggio di Cristoforo Colombo, tra le incertezze del mare e il rischio di ammutinamento della ciurma sempre più affamata. Il tutto descritto da una voce narrante fuori campo, a Roma, che cerca di comprendere la propria vita attraverso le storie degli altri. Un libro intenso, che commuove ed indigna, fa riflettere, divertire e sognare. Una storia di fallimenti, di solitudini, di dipendenze, di perdite, di vuoti che riempiono altri vuoti. Una storia che racconta dell’impossibilità di arrivare a quella felicità che Idir porta scritta sulla maglietta e che, a poco a poco, diventa sempre più sbiadita e finisce con l’essere illeggibile. Una storia graffiante, lirica ma lucidissima, che racconta “di chi perde la strada, di chi fa la scommessa sbagliata e se ne pente per il resto della vita, o di chi inciampa un’altra volta sugli stessi sbagli”. Un intreccio di storie, che, in perfetto equilibrio, creano un vero e proprio labirinto, in cui memorie, sogni, aspettative e speranze, si intersecano e si mescolano, alla ricerca di un modo nuovo di interagire con l’amore, la passione ed i sentimenti.

 


 

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