Da duemila anni

Da duemila anni
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Bucarest, anni Venti. Il protagonista è un giovane studente universitario, che ha scelto di vivere in città in attesa di trovare la propria strada, mantenuto grazie ai lei che ogni mese la madre gli invia. L’atmosfera in università non è delle migliori, ci sono spesso risse e baruffe, si parla talvolta di chiudere. Ogni tanto incontra un compagno di corso con la faccia sporca di sangue, sa che fa parte dell’ordinario delle cose. Anche a lui accade, di tanto in tanto. Quelli come lui, nati ebrei, non sono ammessi a questo mondo. E dire che il protagonista non è credente, men che meno sionista. Come è accaduto a molte altre persone in quei tempi, si è accorto di essere ebreo quando altri hanno cominciato, brutalmente, a farglielo notare. Le sue priorità sarebbero altre: farsi bastare i soldi, fare l’amore ogni tanto, decidere se rimanere alla facoltà di legge o se iscriversi ad architettura, come suggerito da un suo professore. È un ragazzo molto rispettoso delle proprie origini, ma che al tempo stesso desidera guardare oltre, confrontarsi con chi ha idee uguali e diverse dalla propria, capire cosa sta succedendo al mondo in cui è nato. Un dettaglio che diventa sempre meno importante, per quelli che stanno cercando di prendere il potere qui e là per l’Europa: se sei di sangue ebreo, sei ebreo. Il tuo posto nel mondo si riduce a questo…

La storia di questo romanzo e del suo autore meritano di essere conosciute. Da duemila anni è stato pubblicato nel 1934, l’autore aveva pressappoco l’età del suo protagonista. Hitler era al potere da un anno, ancora non si sapeva che ci sarebbe stata una guerra, né la soluzione finale e tutto ciò che ne derivò. Eppure Mihail Sebastian riesce a entrare con precisione nell’atmosfera sociale, politica e umana che ha portato a quanto avvenne negli anni successivi. Ci permette di conoscere un Paese, la Romania, meno battuto sui libri scolastici quando si fa riferimento a quei tempi. Ci permette di ricordare che, se siamo arrivati a tragedie di fronte alle quali non si poteva chiudere gli occhi, è anche perché molte persone hanno tenuto gli occhi chiusi per anni, prima. “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”, scrisse uno qualche decennio dopo. Ci permette di conoscere la differenza tra ebreo e sionista, tra ebreo credente ed ebreo non credente, differenze che la storia ha in seguito azzerato. Se sei di sangue ebreo, sei ebreo. L’autore stesso lo era: adottò uno pseudonimo per salvarsi dalla deportazione e continuare a scrivere, ma per ironia della sorte morì in un incidente il 29 maggio 1945, pochissimo dopo la liberazione sua e del suo Paese.



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