Da fronti opposti

Da fronti opposti

Europa 1914. La guerra imperversa cruenta e inesorabile, dividendo i popoli in lotta nei due fronti delle forze coalizzate sotto la bandiera degli imperi di Austria e Germania e di quelle dell’Intesa, capeggiate da Inghilterra, Francia e Russia. Due giornaliste e inviate americane ritraggono le vicende belliche da fronti opposti: Edith Wharton prende la via della Francia, e qui racconta il dramma degli sfollati, mentre Nellie Bly decide di andare in Austria. Per la Wharton Parigi è una città che il 30 luglio 1914 appare con un paesaggio sobrio e ordinato, con nubi temporalesche sempre incombenti, con la magnificente cattedrale di Chartres capace di confortare l’anima; per la Bly, a Przemyśl, nel novembre 1914, l’inverno porta con sé lo spettacolo di uomini vestiti di grigio scuro, che marciano nei campi, mentre ogni pochi metri sventola la bandiera della Croce Rossa...

Sostenitrici delle opposte fazioni in lotta a causa di sensibilità e vissuti personali, la Wharton e la Bly mettono coraggiosamente su carta le proprie testimonianze sulla Prima Guerra Mondiale, dimostrando di essere distanti anche sul piano dell’approccio alla parola scritta: la prima è frequentatrice di esclusivi salotti parigini e non rinuncia alla composizione di romanzi; la seconda è una delle prime giornaliste americane della sua epoca, lontana dalla cronaca mondana, con il piglio documentaristico per i problemi femminili. La sopraffina traduzione di Luisa Cetti rende giustizia della differenza stilistica delle due inviate, capaci non solo di scampare alla caustica definizione di “amazzoni perverse” (che Karl Kraus appioppò sarcasticamente invece alla giornalista Alice Schalek), ma anche di ritrovarsi (armate solo della loro penna) schiena contro schiena a combattere insieme l’efferatezza della guerra.



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