Da soli

Da soli

Marta e Andrea, Piero e Laura sono due coppie sposate di amici che hanno da tempo passato i cinquanta anni: hanno figli ormai grandi che stanno per diventare a loro volta genitori, carriere avviate e una bella casa tutta per loro; possono insomma godersi finalmente i frutti di quanto seminato in gioventù. Se non fosse che, per uno strano scherzo del destino – lo stesso destino che li fece incontrare trent’anni prima su una nave da crociera – le due coppie si ritrovano contemporaneamente a fronteggiare una dura crisi matrimoniale. Da una parte ci sono Piero e Laura: la separazione nel loro caso è solo il naturale epilogo di una logora relazione che si trascinava da anni e che rendeva soprattutto Piero infelice. Lontano dalla moglie tenera e invadente che tanto gli ricorda la propria madre, Piero può finalmente vivere la sua relazione extraconiugale alla luce del sole, ma non spensieratamente quanto vorrebbe. Incomprensibile è stata invece la decisione di Marta, che da un giorno all’altro ha lasciato Andrea senza una spiegazione e che da allora continua a evitare il confronto col marito. Andrea non sa darsi pace e nemmeno le rosee prospettive della nuova vita da single sembrano distoglierlo dal pensiero che Marta si stia comportata proprio come il padre, quel padre che se ne andò di casa abbandonandola, bambina, per trasferirsi a Parigi…

Come si torna alla vita dopo la frattura di un matrimonio lungo trent’anni? Cristina Comencini prende quattro adulti, ne arricchisce le psicologie con un vissuto di coppia ora burrascoso ora dolcissimo, poi scombina le carte in tavola e da lì parte per rispondere alla domanda. Questa è in linea generale l’ossatura del romanzo, una confessione a quattro voci di due coppie che hanno passato gli anni migliori della propria vita insieme e che ad un tratto, volenti o meno, si vedono costretti a reinventarsi, come dice il titolo, da soli. Reinventarsi nel rapporto con i figli apprensivi e preoccupati, con i colleghi di lavoro che non devono sapere, con l’altro sesso che spaventa e incuriosisce allo stesso tempo, in un’esperienza che è prima di tutto introspettiva. L’autoanalisi riguarda Andrea e Laura, che devono subire la decisione del rispettivo partner e che cercano in loro stessi la causa della separazione, ma non risparmia nulla a Marta e Piero, che sono in una posizione di forza, ma non per questo meno vulnerabili. La Comencini si legge molto bene e riesce nell’intento di sviscerare i suoi personaggi in particolare e le dinamiche di coppia in generale. Si ha tuttavia l’impressione che solo la punta dell’iceberg sia stata toccata, che si sarebbe potuto scavare ancora più a fondo nella psicologia dei protagonisti, portandone a galla per davvero le pulsioni e i risvolti emotivi anche più ambigui, che sono poi quelli che rendono indimenticabili i personaggi di certi romanzi.



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