Dalla Terra alla Luna

Dalla Terra alla Luna

Baltimora. La sanguinosa Guerra di Secessione è appena finita, e gli Stati Uniti d'America si avviano a un periodo di forte crescita economica. Gli unici a maledire la pace sono i fabbricanti di armi, e fra i 1833 soci effettivi e 3575 soci corrispondenti del cosiddetto Gun Club,  tutti ideatori o costruttori di cannoni (“l'unico interesse di questa associazione scientifica  era la distruzione dell'umanità a scopo filantropico e il perfezionamento delle armi da guerra, considerate come fattori di civilizzazione”), l'umore è nero: “Nulla da fare, nulla da sparare! Che noia! Dov'è finito quel tempo in cui era il cannone a svegliarci tutte le mattine con le sue allegre detonazioni?”. Ma a scuotere i feticisti della balistica dalla loro depressione arriva una convocazione urgente del presidente del Gun Club, Impey Barbicane, che afferma di dover fare una “comunicazione di interesse vivissimo” di lì a pochi giorni. Il 5 ottobre una folla numerosa e chiassosa gremisce i locali del Gun Club, al 21 di Union Square. Barbicane spiega ai soci che debbono rassegnarsi: non sono previste guerre a breve termine. Occorre quindi trovare con urgenza una qualche impresa che occupi la mente e le tasche di quegli industriali: e l'impresa ideata da Barbicane è sparare un gigantesco proiettile sulla Luna. La sfida viene accolta tra centinaia di urrà e lanci di cappelli, e ha una vastissima eco internazionale. L'Osservatorio di Cambridge viene incaricato di definire tutti i parametri necessari perché il lancio riesca...

Dalla Terra alla Luna è uno di quei romanzi per cui Jules Verne si è creato la sua fama di preconizzatore dei progressi scientifici del XX secolo, fama certo non usurpata ma di sicuro abbastanza da ridimensionare rispetto al suo tenace radicamento nell’immaginario collettivo. In effetti l’idea di “sparare” con un megacannone una navicella fuori dall’atmosfera terrestre o addirittura verso la Luna è stata effettivamente presa in considerazione agli albori degli studi sul volo spaziale, ma già nel 1903 Kostantin Tsiolkovsky la confutò dimostrando che costruire un cannone della lunghezza necessaria sarebbe impossibile. Qui invece il progetto è declinato in un paio di pomeriggi, realizzato con una certa facilità e riesce al primo - tonante - colpo. Ne consegue che non è la plausibilità scientifica la chiave di lettura del romanzo, che ha un tono ironico-satirico che ricorda molto Mark Twain. Nel mirino di Verne industria e comunicazioni di massa del XIX secolo, e una descrizione del tessuto sociale e geografico del sud degli Usa che per ovvie ragioni ha il carattere di curioso documento storico. Una curiosità: oltre a numerose riduzioni cinematografiche, versioni a fumetti, videogame e persino un’opera lirica (Le voyage dans la lune del 1875 firmata da Jacques Offenbach) il romanzo ha ispirato un’attrazione di Disneyland Paris.



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