D'amore e ombra

D'amore e ombra
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Evangelina Ranquileo è una ragazzina di quindici anni. Vive la sua vita come tante sue coetanee in un periodo difficile. Un giorno, senza alcun segnale di preavviso, tutto cambia ed Evangelina inizia a comportarsi in modo strano, come se non fosse più lei, come se fosse un’altra persona. Inutile portarla da medici, preti o esorcisti, quando suonano le 12 in punto si verificano strani fenomeni atmosferici, la terra trema solo intorno a lei, piove ma simultaneamente splende il sole, bicchieri tazze e bottiglie tremano. In paese però nessuno sembra dare a quei fenomeni più peso di quanto ne abbiano, come se, segretamente, tutti sapessero il perché di simili stranezze e accettassero quelle manifestazioni come un dono. Evangelina infatti viene considerata da tutti una veggente guaritrice in odor di santità. Ma siamo in Cile, in un piccolo paesino di contadini al tempo della riforma agraria, in un momento storico che vede grandi cambiamenti: è il tempo del golpe militare di Pinochet, delle deportazioni, delle violenze gratuite delle sparizioni. E anche queste poche povere case non fanno eccezione, e di notte spariscono uomini e donne accusati di non si sa bene cosa. Evangelina stessa cade nelle mani dei militari, che vogliono capire questi strani fenomeni impossibili da spiegare con la logica comune e sparisce anche lei come tanti. Ma a differenza di tanti diviene un simbolo, lei così giovane ed innocente considerata al pari di una santa. Per svelare il mistero della scomparsa di Evangelina, due giornalisti - Irene Beltram (di famiglia borghese, fidanzata ad un capitano dell’esercito) e Francisco Leal (fotografo spagnolo, celatamente oppositore del regime) - si mettono sulle sue tracce e attraverso un viaggio nella sofferenza tra racconti, testimonianze, carceri, campi di lavoro, commissariati, troveranno molto di più di quanto si aspettavano...
“Questa è una storia di una donna e di un uomo che si amarono in pienezza evitando così un’esistenza banale. L’ho serbata nella memoria affinché il tempo non la sciupasse ed è solo ora, nelle notti silenziose di questo luogo, che posso infine raccontarla. Lo farò per quell’uomo e quella donna che mi confidarono le loro vite dicendo: prendi, scrivi, affinché non lo cancelli il vento.” Così la stessa Isabelle Allende ci presenta D’amore e ombra, ponendo l’accento sulla storia d’amore che incatena i due giornalisti. Lo fa con grazia, quasi per distrarre (bonariamente) il lettore da tutto il resto. Si sa, i libri della Allende sono scritti su più piani, a lei piace fare dei veri e propri affreschi, inserire nella storia sempre nuovi personaggi che caratterizza alla perfezione come un’abile ritrattista, ama mettere tra le pagine tanti piccoli cammei da ricordare. E anche qui non fa eccezione parlando di due Evengeline: sì, proprio due ragazze con lo stesso nome scambiate per un fatale errore alla nascita, ci parla della decisione dei genitori di accudire comunque con determinazione la figlia toccata in sorte. Ci fa seguire le indagini dei giovani sulle tracce di Angelina ma ci rivela la ferocia della dittatura, l’omertà sul regime, sulle deportazioni sull’orrore di quel tempo. Lo fa con il dono di una scrittura sempre docile, visionaria, lo fa con i colori accesi di quella terra, con quegli odori, quei sapori, quella luce. Lo fa con un’aura di mistero e paranormale che si infila sempre nelle sue storie rendendole profumate di mistero. Impossibile che Hollywood restasse indifferente a una grande storia narratà così visivamente: Betty Kaplan infatti ne ha fatto un film con Antonio Banderas, Jennifer Connelly e Stefania Sandrelli.

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