Dannati danni

Dannati danni
Vittoria ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza in un alloggio fatiscente e ammuffito, privo di elettricità e di riscaldamento, tra mobili ipotecati e personaggi equivoci. In un ambiente famigliare reso nefasto dal comportamento indecente e sconsiderato dei propri genitori. Anna e Roberto conducevano, infatti, una vita di coppia ridotta ai minimi termini, guastata da frequenti litigi che scoppiavano quasi sempre per ragioni economiche, con lui che non si sapeva mai dove fosse, raccontava balle e sperperava soldi dietro alle donne. Mentre lei, perennemente circondata da uno stuolo di amanti, trascorreva il tempo facendosi leggere la mano nella speranza di restare vedova e propiziando riti esorcistici per scongiurare i pignoramenti. All’età di diciannove anni, ormai stanca di sentirsi additata come il capro espiatorio del degrado famigliare e ammorbata da un male oscuro che le consuma a poco a poco la fluente chioma rossa, per sfuggire ad un matrimonio combinato con un uomo perfido e pervertito, Vittoria parte alla volta della Scozia. Qui avrà modo di trovare una prima occupazione in un pub e di conoscere Justin, un conducente di pullman ricciuto e sbilenco, trasandato e rabbioso, che susciterà in lei un’insolita passione d’amore tanto platonica quanto pura ed autentica…
Il romanzo Dannati Danni è la scoperta di una scrittrice che si cela prudenzialmente dietro lo pseudonimo di Vittoria A. per romanzare l’orrendo dramma giovanile di cui è stata protagonista. Assumendo su di sé il duplice carico del testimone e della prima persona singolare femminile, ritrae con lucida asciuttezza la graffiante realtà di una disastrosa relazione coniugale capace di sabotare dall’interno i vincoli famigliari e di polverizzare gli affetti, in nome di una logica perversa per cui “il bene era tutto ciò che faceva comodo e il male tutto ciò che impediva loro di fare quello che volevano”. Il suo stile semplice e disperatamente disincantato non si limita tuttavia a rivolgere lo sguardo all’indietro. Lo scellerato comportamento dei Danni è la materia di cui sono fatti tutti i suoi incubi, le illusioni e i comportamenti più distorti, come la scelta di prostituirsi. Ma è anche il fondo di una disperazione messa a nudo da cui riuscirà a risalire, mettendoci di fronte a un ardito cambiamento di rotta, che passerà perfino attraverso la creazione di ben tre identità diverse – un’insegnate irlandese a nome Vicky, una segretaria didattica a nome Vittoria e un’ignota danzatrice del ventre turca -  risultando infine salutare e vincente. E’ impressionante come Vittoria A. riesca a trasferisce sulla carta un drammatico pezzo di vita  con uno stile pregnante ma privo di ogni forma di risentimento. E come, in una vicenda talmente deteriorata da disordini esibiti senza ritegno, riesca a farci da padri e da madri liberandoci a nostra vota da dubbi e rimorsi.

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