Danza delle ombre felici

Danza delle ombre felici
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Mrs Fullerton era vecchia, forse anche più di quanto sembrasse. La sua casa era diversa, spiccava in mezzo a quelle bianchissime del quartiere. Tant’è che ne parlavano tutti. Sarebbe da tinteggiare, dicevano i vicini, qualcuno sussurrava persino che ci avrebbe mandato volentieri i suoi bambini, sì, ma con un bel pacco di fiammiferi… La paura paralizza, inchioda, toglie fiato alla voce, gela il sangue nelle vene. Tutte sensazioni che provò davvero, mentre attraversava il fiume. Quell’uomo aveva un aspetto minaccioso, in mano un’accetta e si avvicinava verso suo padre. Chiuse gli occhi, era la fine. E invece no, i due si vennero incontro, si salutarono per poi cominciare a parlarsi amichevoli… Forse avrebbe dovuto avere uno studio. D’altronde era una scrittrice. Lavorare in casa, per una donna, pensava, è impossibile. Un uomo può chiudersi nei suoi spazi, prendersi il suo tempo. Una donna, una madre, beh no, proprio non ce la fa. Ne era convinta e ora avrebbe fatto la scelta giusta. Basta trovarne uno economico, alzò le spalle suo marito. Missione impossibile? No affatto. Quello dei Malley fece proprio al caso suo, risultando anche più grande di quello che le occorreva. Pareva filare tutto per il verso giusto finché il signor Malley non iniziò a mostrare aspetti di sé piuttosto strani… Martin Collingwood le aveva spezzato il cuore. Forse era stato vederlo recitare il ruolo di Mr Darcy nella recita natalizia della scuola tratta da Orgoglio e pregiudizio. O forse perché fino a quel momento nessun ragazzo si era interessato veramente a lei. Un bacio, qualche serata fuori e poi Martin aveva pensato bene di chiuderla lì. La sera in cui andò a fare da babystter ai bambini dei Berryman il suo umore era ancora nero. Decise di annegare la sua disperazione in una bottiglia di whisky, confidando probabilmente in effetti miracolosi ma non ottenendo per niente il risultato sperato… Maddy era rimasta a Jubillee, Helen era andata via, costruendosi una famiglia lontano. Per questo aveva sempre provato un enorme senso di colpa verso sua sorella. Fu Maddy infatti ad occuparsi della madre, a accudirla fino alla fine, a sopportare le evoluzioni grottesche e dolorose della sua malattia. Nel trascorrere qualche settimana insieme a casa finiscono per rivivere tante cose, ma soprattutto scoprire tutto ciò che non si sono dette per troppi anni… Miss Marsalles aveva sempre invitato le madri dei suoi allievi al saggio musicale di fine anno. Nessuna di loro moriva dalla voglia di assistere a quello che col tempo era diventato più che altro un rito stanco e noioso. Ma quella volta avvenne qualcosa di speciale, di insolito. Ed è tutto merito di un brano musicale, “La danza delle ombre felici”, suonato in modo magistrale da una bambina…

Danza delle ombre felici è la prima raccolta di racconti del premio Nobel per la letteratura Alice Munro. Uscito nel 1968, pubblicato da Einaudi nel 2013 e ora in una nuova edizione, contiene in potenza tutti gli elementi che hanno reso grande la scrittrice canadese. L’abilità narrativa, la capacità di addentrarsi nei meandri della psicologia umana e dei sentimenti, il realismo accurato: quell’incredibile scrittura per cui chi legge, in un momento o in un altro, finisce inevitabilmente per immedesimarsi in qualche personaggio o in qualche sensazione o vicissitudine descritta. È una Munro più asciutta e minimale di quella che ritroveremo in opere più intense, come In fuga o Troppa felicità, ma che lascia il segno e, se non come nelle sue opere più mature, centra comunque l’obiettivo. La raccolta comprende quindici racconti brevi, che sembrano rimanere tutti un po’ abbozzati, quasi semplici suggestioni a volte, prive volutamente di ogni ridondanza o virtuosità. Colpisce, tra tutti, La pace di Utrecht, che la stessa Munro definì “la prima storia che dovevo assolutamente scrivere”: è il racconto struggente di due sorelle che si ritrovano dopo la morte della madre, causata da un Parkinson terribile e annichilente. Un discreto pugno dello stomaco la vicenda umana di Maddy, il comprensibile odio-amore verso la sua famiglia. Interessante e con un bell’intaglio narrativo Lo studio, permeato da un sessismo strisciante nei confronti della protagonista – anche questo tremendamente reale. Un’amarezza di fondo ma un finale inaspettato è invece ciò che caratterizza Danza delle ombre felici, il racconto che dà il titolo al volume. Sono piccole storie quotidiane, di quelle che potremo incontrare dietro l’angolo, ascoltando le voci del quartiere in cui viviamo o a volte anche guardandoci dentro. Non sarà il libro che vi farà innamorare della grande autrice canadese ma vale la pena leggerlo per imparare a conoscerla.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER