Dappertutto è la felicità

Dappertutto è la felicità

Rosa Luxemburg inizia a scrivere lettere da giovanissima e continuerà a farlo anche a ridosso di quel tragico 15 gennaio 1919 quando insieme a Karl Liebknecht viene rapita, torturata e infine uccisa. La sua ultima lettera è indirizzata alla compagna di lotta Clara Zetkin, a cui racconta quanto la sua vita sia diventata un trasloco continuo, un incessante tumulto che non le permette di sedersi e rispondere ad una cara amica. In quella stessa breve epistola ammette che la Storia è fatta così: predispone un disegno per ognuno di noi e bisogna accettarla nelle sue manifestazioni, senza lamentarsi. Odiava, infatti, l’autocommiserazione e spronava i suoi interlocutori a prendere parte all’avvenire in mutamento senza troppi piagnistei. Nella lettera del 15 aprile 1917 alla politica Luise Kautsky si lamenta proprio di questo atteggiamento rassegnato e fa una “bella lavata di capo” alla destinataria delle sue parole. Rosa Luxemburg si domanda come si possa scegliere di sopportare di vivere da cicala quando dagli eventi in Russia si innalzava il dolce richiamo delle allodole. Come si poteva in quel preciso momento storico continuare a mettere la propria vita personale davanti alla causa comune? Lei che aveva visto privarsi della libertà molteplici volte non poteva che congratularsi di quelle novità. Non perse mai la speranza per un futuro migliore, perché come le sue amate cinciallegre, il cui canto si vantava di saper imitare, credeva nell’arrivo imminente della primavera…

Questa selezione di lettere – in totale ventidue – scritte nell’arco di quasi venticinque anni dalla grande filosofa e rivoluzionaria polacca offre uno spaccato del suo carattere. La stessa donna che lottò contro la nascita di poteri politici che mettevano in repentaglio la vita dei suoi concittadini era capace di tenerezze e attenzioni verso i suoi amanti o i suoi amici, e dagli stessi le richiedeva. Il suo amore per la natura permea le pagine con cui descrive la sua passione per le cinciallegre come per le diverse sfumature del cielo che riusciva ad intravedere dalla sua cella del carcere. In una bellissima epistola indirizzata alla giornalista Mathilde Wurm ammette di sentirsi in tutto il mondo, “ovunque ci siano nuvole, uccelli e lacrime umane”. La causa comune rimane il centro delle sue attenzioni e ammonisce tutti coloro che non si accorgono dei cambiamenti del mondo o che non fanno nulla per iniziare, anche con piccoli gesti, a modificare ciò che intorno a loro non funziona. Fa bene al cuore e alla mente leggere le parole di questa grande donna che ci ricorda come sia possibile cercare la felicità in ogni angolo e come sia indispensabile per la propria esistenza vedere il miele in ogni fiore piuttosto che il veleno in ogni piccolo bocciolo. Ognuno di noi può decidere e Rosa Luxemburg decise di sacrificare sé stessa per combattere per ciò che credeva. Molto simpatica, e decisamente funzionale, l’idea della casa editrice di trasformare la sovraccoperta del libro in pratico pacchetto per inviare tramite piego di libri il volume.



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