Dario Argento – Confessioni di un maestro dell’horror

Dario Argento – Confessioni di un maestro dell’horror
La carriera, la vita, il pensiero, l’arte di Dario Argento ripercorsa tramite le schede di tutti i suoi film da L’uccello dalle piume di cristallo a La terza madre, le sue esperienze televisive (Giallo, La porta sul buio, Ti piace Hitchcock?, Masters of Horror) e nel campo dei videoclip, le sue produzioni cinematografiche. Ogni opera è approfondita, raccontata e commentata da Argento, che svela retroscena anche inediti, e da attori, musicisti, collaboratori del regista quali Giorgio Gaslini, Gabriele Lavia, Claudio Simonetti, Andrea G. Pinketts, Glauco Mauri, Daria Nicolodi, Jeffery Deaver, Flavio Bucci, John Carpenter, Keith Emerson, Eleonora Giorgi, Giuliano Gemma, Michele Soavi, Simon Boswell, Sergio Stivaletti, Giuseppe Rotunno, Ennio Morricone, Carlo Lucarelli, Claudio Santamaria, Stefania Rocca, Enrico Lucherini e tanti altri. In appendice, un breve racconto di Monica Florio di ambientazione ‘argentesca’ e accuratissime bibliografia, discografia e videografia...
Lo spirito del libro-intervista di Fabio Maiello sta tutto nel racconto che il giornalista e critico cinematografico fa del suo primo incontro con Dario Argento: “Fu pubblicato l’indirizzo di casa di Dario Argento su una rivista di cinema, e io feci un vero e proprio appostamento. Aspettai nel suo palazzo per ore e ore, Dario era uscito ed io lo aspettai anche dopo che la portiera aveva chiuso il portone. Lo attesi nella penombra e quando lui arrivò ed io lo salutai “Signor Argento”, lui rispose “Oh, mi hai fatto spaventare”. Ero riuscito a spaventare il maestro della paura! Da lì autografi a ripetizione, poi tre anni dopo la prima intervista per una fanzine e in seguito per un giornale locale. Quello che mi sorprese molto di Dario fu la sua grande disponibilità nei miei confronti, io avevo quasi 17 anni, non ero neanche maggiorenne e non avevo alcun credito. Ciononostante mi è stato sempre vicino, e per me è stato un onore scrivere questo libro”. Un entusiasmo genuino, quindi, non quello dello studioso di cinema che si approccia professoralmente alla materia, ma quello del fan affettuoso. Pericolo agiografia? Sventato, fortunatamente, grazie soprattutto ai contributi esterni: nella molteplicità di voci, complimenti e critiche si susseguono senza soluzione di continuità, contribuendo a definire una figura a tutto tondo, realistica, di carne e ossa, e proprio per questo più interessante. Cosa c’è in Dario Argento – Confessioni di un maestro dell’horror che non ci sia nelle numerose monografie sul regista romano uscite in passato? Il tentativo ambizioso - e riuscito - di mettere ordine nei materiali sparsi, persino nella memoria dello stesso Argento e di conseguenza anche di governare la complessità del suo lavoro, della sua storia, del suo cinema.

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