The Dark Screen

The Dark Screen
Dracula ha un posto d'onore nell'immaginario collettivo, e un profilo complesso e articolato - peraltro in continuo mutamento, come dimostra la diversa percezione che diverse generazioni hanno della figura del vampiro, a seconda delle mode iconografiche o delle strategie dell'industria dell'entertainment - che è quasi impossibile attribuire con precisione al romanzo di Bram Stoker o alle migliaia di riduzioni cinematografiche quasi mai fedeli, o magari al passaparola dei media. Basti pensare che anche studiosi e saggisti d'eccezione come Stephen King analizzano in loro opere scene del romanzo che in realtà nel romanzo non ci sono. Ma del resto è fatale che succeda con un'opera dal linguaggio - e dal peso! - tanto metatestuale e simbolico. Allora diventa decisivo ripercorrere con puntualità 'depurata' dalle sovrastrutture successive la genesi di questo libro tanto importante (senza trascurare le sue radici letterarie e non), la sua fortuna presso critica e pubblico, le legioni di imitatori che ha generato, e soprattutto la enorme quantità di trasposizioni prima teatrali e poi cinematografiche (Dracula e il cinema sono pressoché coetanei, guarda caso) e infine televisive che ha avuto. Una carrellata impressionante e gloriosa di persone, suggestioni, idee e miti tra Antropologia e Religione, Filosofia e Iconografia nella quale ci accompagnano due studiosi di Cinema e Tv ma non solo: Franco Pezzini e Angelica Tintori...
Definire questo monumentale - ineludibile, essenziale, decisivo (ognuno usi l'aggettivo che preferisce, sono tutti pertinenti) - saggio come di esclusivo ambito cinematografico e televisivo è riduttivo in modo quasi doloroso. Perché si parla anche di Letteratura in modo profondo, documentato e brillante, fornendo al lettore una guida davvero quasi esaustiva al mondo del più celebre personaggio di Bram Stoker e offrendo anche una panoramica sugli altri vampiri 'su carta', e si parla di Teatro aprendo una parentesi fascinosa sulle pièce 'vampiresche' (prima fra tutte quella organizzata da Stoker stesso - che all'epoca della scrittura di Dracula lavorava al Lyceum di Londra collaborando con Henry Irving, mattatore dalla forte personalità sulle cui fattezze probabilmente lo scrittore modellò il suo conte transilvano - per presentare il suo romanzo al pubblico). E di folklore, miti, dell'impatto che la figura del vampiro letterario - così diverso da quello della tradizione popolare, che è in media una sorta di zombi straccione - ha avuto sulla nostra cultura e di come è mutata nell'immaginario collettivo. Già tutto questo farebbe di The dark screen un grande libro, figuriamoci cosa dire di fronte alle ulteriori 600 pagine di trame cinematografiche e televisive, retroscena gustosi, ritratti di attori e registi (alcuni davvero di straculto), foto di scena che Franco Pezzini e Angelica Tintori ci regalano nel resto del volume. Monumentale, ineludibile, essenziale, decisivo: ma questo l'abbiamo già detto.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER