Darkland

Darkland

Ettlingen, estremità nord della Foresta nera. Karl Jerzyck rientra in casa con le borse della spesa proprio un attimo prima che un tremendo nubifragio si abbatta sulla zona. Solo, al buio, riflette sugli ultimi avvenimenti che hanno completamente stravolto la sua vita. Alla sospensione dall’Università di Monaco – dove è docente di Criminologia – per aver avuto un vivace confronto con uno studente poi degenerato in scontro fisico si è aggiunta la conseguente separazione dalla moglie Juliane e dalle sue due adorate figlie. Forse i boschi, la pace ed il silenzio lo aiuteranno a “riprendere un minimo di stabilità” e a fare finalmente un bilancio onesto della propria vita. Eppure, da qualsiasi angolazione guardi la faccenda, Karl ammette con amarezza che quel bilancio continua a rimanere ostinatamente “in rosso”. È con questi sentimenti che, la mattina successiva al temporale, si incammina nel bosco per una lunga passeggiata. Ed è proprio qui che, complice forse la recente pioggia, il bosco si trasforma “da meraviglia ad incubo” e il terreno offre alla vista di Karl un mucchietto di ossa. Ossa umane...

Primo thriller pubblicato dalla neonata casa editrice Melville, Darkland si impone sin da subito per il ritmo della narrazione, mai fiacca ma anzi movimentata da rapidi cambi di sequenza, dalla suspense e da alcuni colpi di scena che anticipano quello che sarà un finale inaspettato e sconvolgente. Insomma, gli ingredienti di un thriller di qualità ci sono tutti; ma quello che maggiormente sorprende ed incuriosisce è la lettura originale che Paolo Grugni offre del nazismo. Completamente assorbiti dalle disavventure del professor Jerzyk alle prese con formazioni neonaziste e con inquietanti sette esoteriche, ci si ritrova a tratti catapultati nei campi di sterminio nazisti e si apprendono con orrore gli esperimenti folli e criminali dell’Angelo della morte, Josef Mengele. In uscita curiosamente lo stesso anno in cui ricorrono i settanta anni dall’inizio del processo di Norimberga (20 novembre 2015), Darkland offre sì la godibilità di un thriller originale ed intrigante, ma al tempo stesso si nutre di un’approfondita ricerca storiografica (peraltro testimoniata dalla ricca bibliografia in appendice) ed ha il pregio di offrire numerosi spunti di riflessione. Perché i nazisti si accanirono in particolar modo contro gli ebrei? Come si poteva conciliare vegetarianismo ed animalismo con l’essere nazista? Per scoprirlo non vi resta che iniziare la lettura ed essere pronti ad accettare l’idea che alcune cose che vi hanno raccontato sul nazismo non sono vere, o perlomeno non è tutto. D’altra parte, come affermò una volta Simon Wiesenthal, il cacciatore di nazisti, “la verità ha il curioso modo di venire a galla nei momenti più inopportuni”.



 

 

 

 
 
 
 

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