David Copperfield

David Copperfield
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È la mezzanotte di un venerdì quando il piccolo David nasce a Blunderstone, nel Suffolk; l’ora e il giorno combinati assieme sono segno inequivocabile di sventura. Orfano del padre di cui porta il nome ancora prima di venire al mondo, si ritrova tra le braccia della giovanissima madre Clara, fanciulla ingenua, inesperta e fragile emotivamente, incapace di opporsi agli eventi e alle persone che incrociano il suo cammino. Mentre la vita quotidiana procede grazie all’aiuto della cameriera Peggoty, saggia e decisa, ecco che compare nella vita della signora Copperfield l’affascinante Edward Murdstone, un uomo caparbio, dallo sguardo penetrante e i modi decisi, che con abilità conquista il cuore di Clara e la sposa, imponendole all’improvviso un atteggiamento ben diverso: freddezza e severità, installatosi a casa sua invita anche la sorella Jane a risiedere con loro. È l’inizio della fine, la gioia svanisce, quel poco di serenità che aveva alleggerito il lutto scompare e tra i costanti rimproveri del nuovo marito e le scenate della cognata, la giovane neosposa perde via via la sua posizione di padrone di casa e la possibilità di proteggere David. Il rapporto tra il bambino e il patrigno è burrascoso, l’uomo non esita a picchiarlo per imporgli la disciplina e infine lo spedisce nel collegio di “Salem House” per allontanarlo dall’influenza della madre, ritenuta priva di fermezza. Il cuore di Clara si spezza, è ormai prigioniera di un essere spregevole e il suo destino è segnato. David non può fare nulla per lei e al momento nemmeno per sé stesso, ma il bagaglio di esperienze che vivrà, negative e positive, e gli incontri con persone di ogni genere lo aiuteranno a capire chi è e come confrontarsi col mondo, fino a trasformarlo in un uomo: “Il ricordo di quella vita è carico di così tanto dolore, di così tanta sofferenza mentale e mancanza di speranza, che non ho mai avuto il coraggio di calcolare per quanto tempo la condussi”…

Tra il 1849 e il 1850 viene pubblicato a episodi uno tra i più celebri romanzi di Charles Dickens. Il più amato dall’autore, come lui stesso dichiarò a suo tempo nella prefazione originale, che regala al pubblico di affezionati lettori, antichi e moderni, uno dei personaggi dickensiani più grandiosi e complessi, quello più autobiografico: il periodo in cui David lavora per Crackle ad esempio fa pensare a quando il dodicenne Dickens, mentre il padre era rinchiuso per debiti nel carcere di Marshalsea sul Tamigi, fu costretto a lavorare per un ciabattino. Eccellente esempio del “romanzo di formazione” ottocentesco, David Copperfield racconta in prima persona gli accadimenti della sua avventurosa esistenza e partendo dai ricordi infantili fino all’età adulta descrive con minuzia di particolari i luoghi, gli ambienti, il carattere delle persone che ha conosciuto, i suoi affetti, i dubbi, il lavoro, le scelte e le ragioni che lo hanno portato a essere l’uomo che è diventato. Questo approccio narrativo fa rientrare il romanzo nel genere dell’autobiografia immaginaria. Il successo del racconto fa sì che dopo la pubblicazione a puntate l’opera venga raccolta in un unico volume arricchita dalle splendide illustrazioni di Hablot Knight Browne, solito firmare le proprie tavole con lo pseudonimo Phiz. Il sodalizio tra l’artista e lo scrittore durerà a lungo e ben dieci opere di Dickens verranno illustrate da Phiz. Uno studioso come Carlo Pagetti – docente di Letteratura inglese contemporanea e cultura angloamericana presso l’Università di Milano, nonché saggista prolifico – ha spesso messo in luce i vari antagonisti di David, personaggi che giganteggiano per il loro fascino da villain, come il manipolatore e seduttore Steerforth o l’arrivista Uriah Heep, Al contempo affiancano David figure positive e umili: Tommy Tradles, Mr. Micawber, Peggoty, che pur partendo come lui da situazioni disagevoli, raggiungono il riscatto sociale e morale: “E adesso, mentre finisco il mio compito, vincendo il desiderio di indugiare ancora, questi volti svaniscono. Ma un solo volto, che brilla su di me come una luce celestiale che mi permette di vedere tutto il resto, è sopra quelli e oltre tutti quelli. E resta”. È l’amore di un’anima complice a dare senso a tutto, come l’amore di Agnes per David.



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