A day in the life

“È successo tutto ad Amburgo”, raccontò John Lennon ad Hunter Davies nella biografia autorizzata dei Beatles. L’esperienza di Amburgo fu infatti una prova del fuoco decisiva per il gruppo. Proprio ad Amburgo, infatti, i Beatles iniziarono il cammino che li avrebbe portati a trovare il loro originale e fenomenale sound e che impararono a saperci fare con il pubblico. Il primo viaggio nella città tedesca avvenne nel 1960. Il 1960 fu cruciale per il gruppo anche perché fu in quell’anno che cominciarono a usare il nome ‘‘Beatles’’ ed effettuarono il loro primo tour da professionisti in Scozia, oltre che, naturalmente, ad Amburgo. John, Paul e George suonavano insieme da un paio d’anni, con il nome di Quarry Men, ma purtroppo con scarsa fortuna. Nel gennaio 1960 ebbero un fortunato incontro con Stu Sutcliffe, pittore sensibile e meditabondo, che contribuì all’ideazione del nuovo nome. Ad Amburgo il batterista era Pete Best, ingaggiato pochi giorni prima della partenza per la città nella quale strepitoso fu il loro successo, durante quarantotto memorabili serate, in un ex locale di strip-tease. Quando le lamentele per il troppo rumore costrinsero il proprietario a spostare il gruppo e i suoi entusiasti fans a un altro locale, fecero la conoscenza con Ringo Starr, appartenente a un altro gruppo rock di Liverpool ugualmente in cartellone in quei giorni. La strada poi proseguì in salita e l’avvisaglia del futuro successo si ebbe il 27 dicembre 1960 alla Town Hall Ballroom di Liverpool, quando centinaia di fans salirono sul palco in preda a un incontenibile entusiasmo che già anticipava le folle degli anni seguenti. ‘‘Fu quella sera’’ affermò sempre Lennon ‘‘che per la prima volta cominciammo a pensare di essere bravi. Fino ad Amburgo pensavamo di suonare bene, ma non abbastanza’’. Una carriera sensazionale viene qui ripercorsa capitolo per capitolo, fino alla scelta finale dei quattro di lasciare i concerti. Secondo Ringo Starr: “La gente stava distruggendo la nostra capacità di suonare. Con tutte quelle urla, nemmeno ci sentivamo. Inoltre, in alcuni concerti, poiché a nessuno interessava la nostra musica, noi non ci impegnavamo. Spesso non davamo nulla. Smettemmo prima che gli altri se ne accorgessero”. Lo scioglimento ebbe come conseguenza la possibilità per i Beatles di tornare ad essere anonimi, componendo musica seguendo unicamente i propri desideri e le proprie aspirazioni, senza essere condizionati dalle aspettative del pubblico e della critica…

L’autore di questo documentato saggio, ricco di dettagli e di lettura scorrevole e piacevole, si propone di testimoniare la validità artistica dell’opera dei Beatles, la cui influenza negli anni Sessanta fu enorme non solo in campo musicale, ma anche in quello delle convinzioni politiche e psicologiche di tutta una generazione, fino agli ambiti più frivoli della moda e del taglio di capelli. Nel libro leggiamo una cronistoria della musica del quartetto di Liverpool: la sua genesi, i primi esordi in pubblico, la crescita e l’evoluzione delle composizioni, fin dentro le note e i testi, e addirittura dentro gli studi di registrazione. Non mancano i riferimenti a quanto i Beatles stessi pensavano delle proprie canzoni e al ruolo del loro produttore George Martin, che osservò convinto, parlando del loro successo planetario: ‘‘Per me hanno saputo entrare come pochi nel cuore della gente”. Le fonti principali del volume (di ben 461 pagine e corredato di un utile glossario e di un dettagliato indice analitico) sono state tutte le registrazioni effettuate dal gruppo, moltissimi articoli di giornale e numerose pubblicazioni, sottoposte al vaglio di un esame critico, resosi necessario dato che, nel corso degli anni del loro successo, gli scritti sui Beatles erano spesso enfatici, privi di documentazione verificabile o poco curati. Riportiamo infine un suggerimento dell’autore al lettore: ‘‘Leggete questo libro ascoltando la musica. Uno dei miei intenti principali è incoraggiare i lettori ad ascoltare la musica dei Beatles così com’ è, separata dal mito, e a sviluppare di conseguenza le proprie opinioni personali’’.

 


 

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