Via delle camelie

Via delle camelie
Barcellona. Una neonata viene abbandonata davanti ad un cancello in Via delle Camelie e trovata dal vigilante la mattina dopo. Per identificarla solo un cartello, con un nome “Cecilia Ce”. Jaume e Magdalena, due anziani coniugi, decidono di tenerla e di farla crescere con loro. Cecilia trascorre cosi un’infanzia ovattata, profumata di tiglio, ascoltando ipotesi assurde sulla sua provenienza e maturando un’imprevedibile e crescente inquietudine. Sempre alla ricerca di qualcosa, la bambina scappa spesso di casa, girovagando senza meta per le strade di una Barcellona alla vigilia della guerra civile e rimanendo affascinata dalle Ramblas, dal teatro, dalla gente. Suo compagno di fughe è molto spesso Eusebi, un ragazzo di umili origini conosciuto una notte. Finita la guerra, Cecilia, ormai adolescente, decide  di fuggire di casa con Eusebi per non tornare mai più. I due giovani vivono in condizioni miserabili nelle baracche di Montjuic, e quando il ragazzo viene arrestato per attività illegali, inizia per lei un’ inesorabile discesa sociale, fisica e psicologica. Dopo un altro amore sfortunato, la ragazza comincia a prostituirsi e successivamente si lega a molti uomini a cambio di soldi, protezione o affetto. Ogni relazione costituisce un ulteriore passo verso il fondo: sfruttata e spesso maltrattata dai suoi “amanti”, Cecilia entra in una spirale di violenza, solitudine e tristezza dalla quale sembra impossibile liberarsi. La società  catalana del dopoguerra  è spietata soprattutto per  una giovane donna sola  che dipende totalmente dagli uomini per sopravvivere. Cecilia, condannata a desiderare ciò che non può avere, è facile bersaglio per persone senza scrupoli, fino al momento in cui imparerà a comportarsi come loro. Sarà proprio al culmine della disillusione che il richiamo del profumo del tiglio la riporterà alle origini, all'uomo che la trovò in via delle camelie....
Dopo Piazza del diamante Mercè Rodoreda ritorna con un personaggio femminile indimenticabile, con una storia triste e sapientemente narrata. Via delle camelie è il  racconto di un'iniziazione, di un viaggio verso il buio e la sofferenza nel quale Cecilia perderà progressivamente la propria innocenza fino a una disillusa maturità. D'ispirazione proustiana - il profumo del tiglio assume qui la stessa funzione della madeleine - e di alto livello letterario, il romanzo è ormai considerato un classico della letteratura catalana contemporanea, non a caso famoso in tutto il mondo. Le descrizioni  ricche di particolari ed il monologo interiore della protagonista permettono al lettore di entrare fin dal primo istante nella psicologia del personaggio e di perdersi nella sua affascinante profondità. Cecilia è un'antieroina moderna, una donna solo in apparenza fragile che deve trovare il proprio posto in una società patriarcale e maschilista. L'abilità della Rodoreda nel dar vita a  personaggi unici dalla grande forza interiore e nel delineare perfettamente le atmosfere in cui essi si muovono viene confermata ancora una volta in quest'opera. Da assaporare, leggere e rileggere.

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