Democrazia istantanea

Democrazia istantanea

In un Paese paralizzato da migliaia di leggi intrecciate e immobilista per definizione, l'opinione pubblica unanimemente chiede decisionismo, velocità, grinta: Silvio Berlusconi si applica per soddisfare questo anelito – non sempre con successo – mentre la sinistra rallenta, frena, boicotta, sabota, perdendo consensi elettorali e regalando al premier la bandiera del cambiamento mentre si fa, almeno apparentemente, paladina della conservazione. E se Berlusconi cerca di raccogliere attorno al suo carisma posizioni anche variegate operando una sintesi e 'mettendoci la faccia', a sinistra si sceglie la strategia opposta puntualizzando, marcando le differenze più che le cose in comune, confondendo gli elettori. Cosa potrebbe 'insegnare' il leader del centrodestra ai suoi avversari?
Se la scena politica – la percezione stessa della politica – è monopolizzata dagli haters di entrambi gli schieramenti (avete notato come ormai tutti sembriamo far finta che in Italia ci sia già un bipartitismo di fatto infischiandocene del passato e probabilmente del futuro prossimo del nostro paese?), bisognerà pure che qualcuno eviti l'approccio mentale e il linguaggio da curva e si sforzi di ragionare “senza tabù, senza anatemi, senza schemini precostituiti e senza lavagne dei buoni e dei cattivi”. Ci prova – o dice di provarci – Daniele Capezzone, giovane portavoce del Pdl ed ex esponente di spicco del movimento radicale, che in questo garbato pamphlet prova a convincere 'la sinistra' (un arcipelago più variegato – in tutti i sensi – di quanto non traspaia dalle pagine del libro, occorre dirlo) non solo che Silvio Berlusconi ha avuto importanti intuizioni politiche, ma che più che demonizzarlo sarebbe sano imitarlo, evitando invece di arroccarsi in posizioni di nicchia lontane dalla realtà e per giunta dal consenso della maggioranza dell'elettorato. Scritto circa un mese prima del Congresso fondativo del Pdl – e quindi anche molto prima dello scandalo-escort (che forse e sottolineo forse qualche piccolo spostamento nell'opinione pubblica l'ha prodotto) e dell'emersione delle manovre per un nuovo polo moderato coagulato attorno a Rutelli, Casini, Montezemolo, forse Fini (polo il cui avvento potrebbe segnare il tramonto dell'esperienza berlusconiana) -  Democrazia istantanea è l'ennesima variazione sul tema del masochismo della sinistra italiana, che ormai conta una bibliografia di tutto rispetto. Ma ha dalla sua una sorta di entusiasmo che lo rende una piacevole – e assai breve, grazie a Dio – lettura: ci crediate o no, Capezzone è così prodigo di consigli con i suoi avversari perché in realtà sogna un nuovo riformismo italiano, un PD all'americana (davvero) al quale probabilmente, lo ammette candidamente a un certo punto, finirebbe persino per aderire. Buone intenzioni che però non impediscono all'autore di cadere vittima della stessa sindrome di scollamento dalla realtà della quale accusa – a ragionissima – la classe dirigente del PD: qui non si tratta più di far aprire gli occhi a nessuno, né di cambiare rotta imitando i punti forti di un'esperienza politica peraltro anch'essa con una prospettiva che francamente oggi appare limitata. E' chiaro a tutti che si sta vivendo un tramonto, un autunno, un not so happy end. La cesura tra l'elettorato di sinistra e i suoi referenti in Parlamento è già insanabile da un bel po': esercitarsi sulle cause è pratica oziosa, più che intempestiva.


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