Denti bianchi

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Samad e Archibald si sono conosciuti su un carro armato durante la Seconda Guerra mondiale, entrambi ignari che fosse appena finita. Musulmano, bengalese e focoso il primo, inglese e mite il secondo, saranno destinati a calpestare lo stesso terreno a lungo: Samad si sposerà con una indiana, Alsana; Archibald, dopo un primo matrimonio fallito, sposerà Clara, una bellissima e giovane ragazza giamaicana. Nascono così i figli della seconda generazione di immigrati: Millat e Magid, una coppia di gemelli maschi per Samad e una femmina, Irie, per Archi e Clara. Tra problemi di vita matrimoniale, adolescenza e integrazione, Samad troverà anche il tempo di invaghirsi della maestra di musica dei gemelli, provando per la prima volta sulla sua pelle il pesante senso di colpa per aver tradito non tanto sua moglie, quanto la sua religione. Ma quello che davvero metterà in crisi e a dura prova la vita di Archi e Samad - e ancor di più quella dei loro figli - sarà l'avvento sulla scena della famiglia Chalfen: perfettamente “inglesi”, imbevuti zuppi di snobismo progressista e occidentale. Lo scontro delle culture e delle tradizioni, del pensiero e dell'etica si fa reale quando due mondi separati e sconosciuti si compenetrano o, meglio, si invadono...

Condensare le 554 pagine dell'acclamatissimo esordio di Zadie Smith (un romanzo che ancor prima di essere completato, nel 1997, era già conteso fra gli editori inglesi) non è semplice. Diciamo subito che è impossibile. E' un libro sull'immigrazione? O è un romanzo d'elogio del caso? E' un libro di istruzioni sulla multietnicità londinese? O sui fondamentalismi religiosi? Non c'è domanda o risposta che tenga. Samad, nel suo sforzo di tenere alti gli argini musulmani contro la montante marea occidentale dirà: “Tenti di pianificare tutto, e niente va come ti aspettavi (...)”. Ecco, forse il senso è tutto in questa frase. Un romanzo imponente, zeppo di digressioni ma misurate, meravigliosamente equilibrato tra determinismo e casualità, tra comicità e disperazione, tra passato e tradizione, futuro e progresso. In mezzo scorre tutto: la guerra, i tradimenti, i testimoni di Geova, un topo geneticamente modificato, le canne, il fondamentalismo islamico, la voglia di capelli lisci, i denti bianchi, la storia inglese, bengalese e giamaicana e un uomo che se deve prendere decisioni piuttosto preferisce lanciare una moneta e affidare tutto al caso, che è molto meno miope dell’uomo quando si tratta di scegliere. Testa o croce?



 

 

 

 
 
 
 

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