Derrumbe

Derrumbe
“Sparò e la testa rimbalzò e vide come gli occhi si nutrivano per l'ultima volta di un sorso di luce e come poi si tingevano di ombre – ombre in cui poté vedere il proprio riflesso con il braccio ancora proteso – e come infine si spegnevano simili a una stella lontana che palpita con forza anomala prima di estinguersi per sempre concentrando in quell'ultimo scintillìo tutto ciò che fu un giorno: il suo splendore, i suoi meriti, la sua eccellenza: la stupefacente e stupefatta evidenza di aver sentito, di aver goduto, di aver riso: di esserci stato”. Manila si trova sul luogo del delitto, l'ottava vittima giace per terra. Accanto a ogni cadavere viene rinvenuta una scarpa della vittima precedente, come a formare un macabro anello di congiunzione. Manila, Olsen, Gudesteiz e l’Ispettore, sono le quattro persone, che per vie personali, si trovano a investigare su questo orrore. Poi c’è un altro uomo, il quinto, inviato “dall'alto” che ha come compito ricordare ai quattro che il tempo vola e l'indagine deve risolversi in fretta. La verità è talmente semplice da far paura: un serial killer, spietato, mosso da un sadismo fuori da ogni comprensione, si aggira in città col solo scopo della tragedia. Oltre alle scarpe, gli indizi sono pochi e il fatto che non si concentri su una tipologia di persona rende tutto più torbido. In parallelo si muovono anche gli Estirpatori, sabotatori anche loro sadici, si “limitano” a mettere aghi nei cartoni del latte. L'apice del terrore verrà raggiunto quando a scomparire sarà Mara, la moglie dell'ispettore. Questo elemento segnerà il vero inizio della corsa contro il tempo unita alla battaglia personale di Manila, costretto a combatterla per difendere anche i suoi sentimenti…
Ricardo Menéndez Salmón è nato a Gijón ed è il direttore editoriale di una piccola casa editrice, scrive anche su quotidiani e riviste. Il suo romanzo L'offesa è stato celebrato nel 2007 come la migliore opera di narrativa pubblicata in Spagna. Il male che l'autore racconta in Derrumbe viene descritto in modo chirurgico, così spietatamente e senza metafore che può essere toccato. Si percepisce l'odore della cattiveria, il gusto assoluto per il degrado, la violenza insaziabile che tramuta tutta la storia in una paradisiaca visione per gli occhi del killer. Perché si tratta di visioni, di quadri composti a regola d'arte, che soddisfano la malvagità. Ogni personaggio fatto nascere e mosso in questa storia dall'autore è ambiguo, perché esserlo significa anche avere una possibilità di salvezza.

 

 
 
 
 
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