Deserto di sangue

Deserto di sangue
È notte, nel deserto. Jack e Krista sono due ragazzi innamorati, che si stringono nell’oscurità all’interno dell’abitacolo di una Mustang mentre di fronte a loro si staglia la figura vagamente inquietante del relitto di un bimotore Cessna 310, che secondo Danny Trehorn - che li ha accompagnati lì per esaudire un desiderio della ragazza, che voleva a tutti i costi vedere coi suoi occhi lo scheletro di quell’aereo precipitato nel 1972 - era andato distrutto una notte, durante una tempesta di sabbia, mentre tentava di atterrare. A bordo, un ingente carico di cocaina. Il pick up di Danny a un certo punto fa inversione e si allontana, ma non passa molto tempo prima che Jack e Krista siano raggiunti da qualcun altro…
La cosa che più colpisce di questo romanzo è il ritmo, incalzante ma non esagerato: Robert Crais scrive con grande semplicità e perizia, non vuole inondare il lettore di colpi di scena, destinati alla fine, se eccessivi, a rendere la trama paradossalmente noiosa e faticosa da seguire. Dosando invece gli ingredienti con l’abilità di un cuoco sopraffino, imbandisce per i suoi commensali un pranzo gustoso e saporito: c’è tensione, e non si vede l’ora di arrivare alla conclusione, di capire che cosa effettivamente sia successo. Gli appassionati del genere sicuramente troveranno conferma anche in questo romanzo della vena felice di Robert Crais, uno dei più noti, prolifici e celebrati autori internazionali di thriller.

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