A destra del fascismo

A destra del fascismo
Una visione complessiva del pensiero politico di Julius Evola, la figura intellettuale più rilevante della destra radicale italiana e internazionale, dal 1925 al 1974. Seguendo il tortuoso cammino del pensiero evoliano dall'idealismo al tantrismo, dall'imperialismo pagano al tradizionalismo guénoniano, dal razzismo totalitario al cospirazionismo antisemita, dai legami con Preziosi e Farinacci alle simpatie per Himmler e le SS, ma anche all’influsso fondamentale svolto nei confronti dei movimenti neofascisti del secondo dopoguerra italiano...
La duplice natura di mistico vagheggiatore di un utopico mondo aureo e iperboreo nel quale venga restaurata la tradizione romano-pagana e di ideologo immerso anima e corpo nell’agone politico ha forse reso ancora più fascinosa la figura di Julius Evola: senza dubbio alcuno però ne ha marcato la complessità. Il completissimo saggio di Francesco Cassata dà conto delle tante sfaccettature dell’uomo Evola e del suo pensiero, spazzando via anche una serie di ambiguità, di luoghi comuni e di parziali revisionismi. La riscoperta di Evola dell’ultimo decennio infatti è stata accompagnata dalla tendenza a ‘deresponsabilizzare’ il pensatore e a purgare il suo pensiero dalle implicazioni violente e razziste (trascurando artatamente l’ossessione del pensatore per il meticciato, vissuto come vero e proprio flagello da impedire con ogni mezzo): in realtà, come spiega proprio Cassata, la peculiarità del tradizionalismo evoliano “consiste proprio nella compresenza, da un lato, della prospettiva metafisica e metastorica, e, dall’altro, di un costante interventismo ideologico-politico”. L’Evola che sosteneva l’inadeguatezza ‘da destra’ del regime fascista, accettato soltanto come prima tappa di una rivoluzione conservatrice, era anche l’Evola golpista del dopoguerra e il guru del neofascismo militante negli anni ’70, insomma. Un libro denso di idee, documenti, citazioni, spunti, sorprese: esempio perfetto di come la storiografia possa abbandonare le aule dove polverose dissertazioni vengono sciorinate tra gli sbadigli per scendere in strada, viva e vitale ma senza nuocere alla propria autorevolezza.

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