Destra estrema e criminale

Destra estrema e criminale
Stefano Delle Chiaie detto Er Caccola, una passione per la nicotina e l'esoterismo, guerrigliero nero in Sudamerica negli anni della destra trionfante; Franco Freda l'Editore, rampollo di una ricca famiglia di proprietari terrieri patavini, con il suo sogno di riunificare tutte le forze rivoluzionarie per dare una spallata letale al sistema democratico di cui si definisce lui stesso 'nemico tenace'; Paolo Signorelli detto Il Professore, da bambino protagonista di una piccola intifada nella Roma del dopoguerra, poi missino 'scomodo' ed eretico, insegnante di liceo in periferia e fondatore di Lotta Popolare, movimento che poneva al centro dell'azione politica il sottoproletariato urbano; Mario Tuti detto Il Caterpillar, geometra dal grilletto facile, una vita dietro alle sbarre, protagonista della efferata rivolta carceraria di Porto Azzurro; Pierluigi Concutelli detto Il Comandante, sanguinario soldato della 'guerra italoitaliana', mai pentito né dissociato, che dice di uscire la mattina e vivere 'come un paracadutista lanciato nelle retrovie del nemico'; Valerio Giusva Fioravanti detti Il Tenente, ex bambino prodigio in tv e star di una commedia erotica al fianco di Edwige Fenech, fondatore del primo gruppo eversivo 'a identità multipla', i NAR, protagonista delle polemiche e dei segreti del processo per la strage di Bologna del 1980 e famoso per la sua storia d'amore con Francesca Mambro...
Attraverso i ritratti ora corruschi e quasi shakespeariani, ora dimessi e solcati da una malinconica tenerezza, ora grotteschi e involontariamente caricaturali di diciassette protagonisti della destra radicale italiana, Mario Caprara e Gianluca Semprini (entrambi giornalisti, uno a Radio Capital l'altro a SkyTg 24) ricostruiscono il percorso storico del neofascismo extraparlamentare, tra idealità e criminalità, tra sogni e miserie, tra piombo d'inchiostro e piombo di proiettili. Se la Guerra Fredda è stata una 'guerra mondiale a bassa intensità', allora l'Italia è stata il campo di battaglia di una guerra civile a bassa intensità - come fa argutamente notare Giovanni Pellegrino, ex presidente della Commissione Parlamentare Stragi nella sua prefazione al volume - con una Cortina di ferro invisibile ma tangibilissima a dividere un'intera generazione di giovani, a metterli uno contro l'altro, con buona pace di Sergio Luzzatto che in un editoriale sul Corriere della Sera di alcuni anni fa polemizzava con chi parlava di guerra civile nell'Italia degli anni '70 perché a suo modo di vedere questa impostazione legittimerebbe i movimenti insurrezionalisti di destra e sinistra, 'nobilitando' quello che per lui fu semplice, brutale terrorismo. Una guerra civile della quale in questo interessante libro, più una raccolta di interviste che un saggio storico vero e proprio, si esplora una delle due fazioni in campo, quella forse meno conosciuta e meno definita nell'immaginario collettivo. Un lavoro giornalistico prezioso, che contribuisce a fare luce su un periodo storico del quale si parla molto, più spesso di quanto vorremmo a sproposito.

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