Di tutte le ipotesi

Di tutte le ipotesi

Nicola Nic Proietti è un prestante investigatore privato 50enne, vive (con l’anarchico beagle Spillo) e ha l’ufficio a Bologna, opera un po’ ovunque e soprattutto nel settore delle frodi alle assicurazioni. In una cittadina del popoloso stato sul Gange a est dell’India il 20 ottobre due uomini in moto Cagiva Enduro sono stati tamponati; morti per le gravi emorragie subite, il giorno dopo è avvenuta la cremazione dei corpi in quanto appartenenti alla minoranza induista; dal 2003 i due bengalesi vivevano precariamente in Italia e pochi mesi prima avevano stipulato una polizza sulla vita con un’agenzia di Mestre, spendendo 1700 euro a testa. L’ufficio antifrode lo ha incaricato di indagare, in due mesi Nic scopre che il caso presenta parecchi aspetti da chiarire, riceve periodicamente notizie e informazioni da un investigatore locale, Khaled Jabbar: referti, foto, verbali, testimonianze complicano il quadro. Così, con la Citroën C4 nera va a Venezia, visto che uno dei due aveva un banchetto di fiori alla Giudecca, e nella campagna vicino Mestre, dove l’altro lavorava come aiutante in un’azienda agricola. Il fatto è che nella città lagunare si è trasferita la sua amata ex, Claudia, giornalista ritardataria cronica (o forse no). La incontra, cerca chi conosceva il fioraio, la reincontra (continuano a piacersi ma le cose non vanno), visita altri possibili conoscenti dei due nei comuni limitrofi, intuisce stranezze. Fra i problemi dei collaboratori, altri casi in sospeso, vecchie storie personali, lentamente viene a capo della vicenda…

Ugo Vittori, fondatore e amministratore unico dell’agenzia investigativa “Eagle Keeper Service Group srl” (dal 2000, con sede a Casalecchio di Reno) ha chiesto di tradurre in romanzo alcuni casi significativi brillantemente risolti, incaricando due brave giornaliste di inventare le indagini di tal Nic. Il protagonista è originario della Tuscia, ex-poliziotto (in molteplici squadre mobili, fino a otto anni prima), capelli lunghi e brizzolati, cinefilo; avvia una serie ispirata a investigazioni condotte effettivamente, plasmata con personaggi e ambientazioni inventate “per conferire veridicità alla narrazione”, in terza fissa. Tamponamenti finti, furti simulati, aggravamento fittizio dei danni materiali, frodi finanziarie, false perdite di beni, azzardi morali e criminali, autolesionismo, di tutto di più per recuperare un premio assicurativo. In questo (primo) caso ne vien fuori un brevissimo romanzo, imperniato su un incidente e una scena del crimine sconosciuti e collocati in un paese lontano, aperto e chiuso da articoli di giornale, con qualche vuoto nell’incidere e una certa fretta nel concludere, editato (dalla stessa agenzia investigativa) con un carattere discutibile e un apostrofo fastidioso. Ovviamente l’ingegnosa catena di corruzione costituisce un utile insegnamento. A Venezia fegato veneto con il rosso, chèvre al forno o quiche lorraine con un bianco fermo. La colonna sonora di Claudia è “I want to live forever” dei Queen, anche quando andranno disperse le sue ceneri.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER