Diario dell’anno del Nobel

Diario dell’anno del Nobel
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Lanzarote, 1 gennaio 1998. Dopo una nottata ventosa, il pino in giardino è in bilico e necessita di una mano per tornare ad essere saldo. A opera terminata, a José non resta che gioire di un così ben fatto lavoro. Il giorno dopo si presentano il suo editore con la moglie, anche lei scrittrice. Entrambi decisamente colpiti da quel luogo, un vero paradiso sulla terra. I giorni trascorrono lenti e gli eventi si intrecciano ai pensieri: la morte di Ilda, la sua ex moglie; la cronaca politica riportata sui giornali; le riflessioni letterarie; le riflessioni sul patriottismo portoghese, interessato più al nostalgico fervore per la storia lusitana che per l’ingerenza dell’Unione Europea e degli Stati Uniti negli affari nazionali portoghesi; i continui fraintendimenti sulla sua nazionalità. La denuncia dei poteri forti che preferiscono abbindolare i popoli, ingannandoli e addormentando le coscienze con la proposta dei valori dell’edonismo: il superfluo che diventa necessario. E noi che ci crediamo i padroni del tempo e dello spazio per aver imparato a smanettare nel mondo virtuale. Con buona pace dell’insegnamento, che pare definitivamente morto o, quantomeno, completamente svuotato di senso autentico. Uomini formati per essere clienti e per lasciare che altri decidano per loro. Una sinistra che ha perso l’abitudine a pensare e poi, il premio Nobel…

Frammenti di storia e rilettura acuta di temi legati alla politica, al ruolo dello scrittore e dell’intellettuale in una società che ha perso la rotta, alla letteratura. Stralci di articoli, pezzi di interviste, lettere, mescolati ad eventi e pensieri appuntati tra le pagine di un diario personale quanto universale. Parole come dardi, frasi come frecce, affilate, appuntite che colpiscono e centrano le questioni nel punto fondamentale, senza troppi giri di parole. Diario dell’anno del Nobel ci permette di entrare in punta di piedi nella vita, nella quotidianità, nel privato e nell’intimità di chi abbiamo conosciuto solo attraverso le sue parole e qualche intervista. Ma anche di ripercorrere la cronaca delle giornate che hanno preceduto e seguito il Nobel. Un resoconto che lascia aperta la porta del cuore e della mente al lettore curioso che cerca una visione critica della realtà. Sesto dopo i primi cinque quaderni di Lanzarote pubblicati, porta con sé un piccolo mistero: l’autore ne aveva anticipato la pubblicazione nel 2001 ma la mole di impegni e i continui cambi di computer ne avevano fatto perdere le tracce. Ritrovato dalla moglie, ventuno anni dopo averle scritte, le parole di José Saramago, giornalista, poeta, intellettuale, scrittore tra i più rilevanti del Novecento, vengono finalmente pubblicate. Parole dirette e forti come un pugno nello stomaco. Parole immortali.



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