Diario di bordo di uno scrittore

Diario di bordo di uno scrittore
È il 1998 quando Björn Larsson apre per la prima volta un’edizione italiana di un suo libro. Quello che sarebbe diventato il suo volume più famoso, La vera storia del pirata Long John Silver. Dell’Italia all’epoca non sapeva nulla o quasi, ma da allora molte cose sono cambiate: l’amore della sua vita è una salentina e ormai il nostro Paese lo ha visitato in lungo e in largo, da Verbania a Palermo, da Sassari a Trieste, lo conosce come se fosse il suo. Ed è un viaggio, quello di Larsson, che va a ritroso. Parte da una gita scolastica quando aveva dieci anni, presso la chiesa di Aseda, in Svezia, parte dal tema che l’insegnante aveva assegnato alla classe su quello che avevano visto. È quello il suo primo ricordo legato alla scrittura: l’insegnante gli chiese in seguito addirittura se poteva mandare il tema al giornale locale. Al liceo poi Larsson è uno studente modello, passa un anno negli Stati Uniti per meriti scolastici e vuole diventare un geologo marino; i suoi primi scritti sono infatti proprio articoli di settore. Seguono gli anni della ribellione, il rifiuto della leva, la prigione, gli anni francesi, la pubblicazione del suo primo racconto in un’antologia intitolata Group 78, e poi la sua prima vera pubblicazione, la raccolta di racconti Splitter …
È un vero e proprio viaggio nel mondo della scrittura quello che Björn Larsson, osannato scrittore svedese, amatissimo a livello internazionale dalla critica e dal pubblico, compie in questo breve ma intenso volume. Una storia che parte dall’oggi e va a ritroso narrando del suo rapporto con il lavoro e con i suoi libri, ma anche con la sua vita, le sue esperienze, le sue scelte a volte infelici ma più spesso brillanti e goderecce, attraverso una linea narrativa ironica, sagace e al tempo stesso malinconica. Diario di bordo di uno scrittore è un’autobiografia scritta attraverso il percorso dei suoi libri, un saggio sulla letteratura, un grandangolo sul mondo avventuroso dei pirati della narrativa, la ricostruzione di una passione e una professione, che ha influenzato anche le scelte personali del protagonista. Si legge tutto d’un fiato e con gran piacere perché Larsson conosce benissimo il ritmo del linguaggio e il fascino dello stile. Una piccola sorprendente perla che sembra più un romanzo su uno scrittore sopra le righe che un saggio sulla propria attività lavorativa. Ma questa è una questione di classe, anche.

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