Diario di un’eternità – Io e Theo Angelopoulos

Diario di un’eternità – Io e Theo Angelopoulos

Il nove di marzo del 1996 è sabato, nevischia e fa freddissimo. La strada verso Mati è bagnata e vuota. Persino a Ghèrakas, che in estate è impraticabile quasi ventiquattr’ore su ventiquattro, le auto si muovono senza nessun tipo di problema, quasi come se avessero a disposizione l’ampio spazio di una provinciale. Invece si tratta di viuzze appena fuori Atene, nel vuoto dell’inverno, la situazione in cui a Markaris piacciono di più perché gli ricordano Chalki, la terza delle isole dei Prìncipi, dove è nato e nella quale ha trascorso la gran parte della sua gioventù; quando, in autunno, i villeggianti se ne andavano lui letteralmente godeva del piacere di vagare da solo per le spiagge deserte. Porta ancora con sé questa sensazione di solitudine, come una dolce nostalgia. Peccato solo che ogni volta che va a casa di Theo Angelopoulos perda la strada. L’ultima volta ha deciso di prendere come punto di riferimento la taverna di Vassilis, dato che via Trìtonos comincia proprio lì: il primo problema, dunque, è risolto, ma poi non riesce mai a ricordarsi la casa. Per fortuna il conducente del taxi ha il cellulare...

Petros Markaris è uno dei più importanti intellettuali e scrittori non solo greci (benché nato in Turchia da padre armeno) ma a livello continentale e internazionale: la sua prosa, nota per lo più per gli ottimi gialli che vedono protagonista il commissario Kostas Charitos, è sempre curata, avvincente, solida, strutturata, ben caratterizzata, del tutto priva di tempi morti, semplice e accessibile a tutti ma mai banale, ricca di chiavi di lettura livelli d’interpretazione e messaggi profondi dal punto di vista etico, politico, sociale, culturale e morale. Per questo si presta anche assai bene alla rappresentazione per il tramite di altri media, in particolare quello cinematografico: è infatti, oltre che drammaturgo, anche un grande sceneggiatore che attraverso il sodalizio con Theo Angelopoulos, cineasta greco di chiarissima fama, ha dato vita a vere e proprie pietre miliari come L’eternità e un giorno (di cui nel libro in questione si ritrovano immagini inedite dal set), struggente storia di un intellettuale ormai in procinto di separarsi per sempre dalla vita con un gigantesco Bruno Ganz premiata con la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 1998, l’anno di La vita è bella, Paura e delirio a Las Vegas, Velvet goldmine, My name is Joe, Aprile, Festen e Idioti. Nelle pagine di questo volume, il cui prologo è proprio a firma di Angelopoulos, si racconta dunque con altissima dignità letteraria e grande tenerezza un’amicizia autentica e sincera.



0
 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER