Diario di un millennio che fugge

Diario di un millennio che fugge
Un giovane di cui non conosciamo il nome abita su una piccola isola chiamata Ile de Seine insieme a un'affascinante ma sfuggente ragazza sordomuta di nome Clo. Costui passa gran parte del proprio tempo, oltre che a contemplare Clo, a rimuginare (annotando il tutto alla rinfusa in un diario) i momenti salienti che hanno caratterizzato la propria esistenza fino a quel momento: dal non facile rapporto con lo scontroso e frustrato padre alla relazione con l'appariscente ex moglie Serena, ma soprattutto a quello più meschino e ambivalente, costantemente in bilico fra la devozione assoluta e l'invidia, con l'amico di sempre Fernando, che per il protagonista risulta essere al contempo un modello da imitare e una sorta di aguzzino. Grazie a Fernando tuttavia il giovane ha potuto conoscere sia Serena che Clo, ossia l'unica persona che riesca a riempirgli la vita con la semplice presenza al suo fianco. Ma ad un certo punto Fernando si rifà vivo nuovamente con il proposito di portargli via Clo...
Pubblicato originariamente nel 1986 da Theoria, Diario di un millennio che fugge è il romanzo d'esordio dell'insegnante e giornalista Marco Lodoli, grazie al quale l'allora trentenne scrittore romano riuscì a conquistare il prestigioso Premio Mondello “Opera prima”. Pur avendo confermato anche nelle opere successive (come ne la trilogia I principianti) le sue notevoli doti di narratore, questo esordio di Lodoli è sicuramente da annoverare come uno dei più importanti e originali nel panorama letterario italiano degli ultimi trent'anni: sia per l'elevato spessore del linguaggio utilizzato sia per la maturità con cui l'autore, malgrado la giovane età, riesce a raccontare, in chiave tragicomica, le elucubrazioni mentali del protagonista, esemplificative di un certo disagio del vivere contemporaneo di stampo nichilista. In quest'ottica i punti di riferimento principali dell'autore sono da rintracciare nelle opere di Samuel Beckett e Luis-Ferdinand Céline: del resto la scelta di chiamare Fernando uno dei personaggi principali del romanzo non sembra del tutto casuale.

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