Dickens

Dickens
Charles Dickens nacque nel 1812. Solo pochi anni dopo Napoleone venne sconfitto a Waterloo. Dickens si affaccia così alla vita quando l’Inghilterra perde il suo slancio per l’eroismo e si richiude in se stessa a gustarsi la vittoria: è l’epoca Vittoriana, del trionfo della borghesia e della compostezza. Se egli ebbe dunque un freno nelle sue opere questo non venne da se stesso, ma dal suo tempo: l’arte non doveva scuotere gli animi, ma allietarli davanti al camino, con la compagnia di una tazza di tè. Ma Dickens ebbe un’infanzia poco felice, conobbe le crepe della borghesia, e seppe dare alle sue opere un carattere sociale, fino a donare un lato romantico alla borghesia stessa…
Charles Dickens, il più amato tra i romanzieri inglesi, fu anche il più popolare. Così popolare che potremmo paragonarlo a J.K. Rowling: i lettori aspettavano trepidanti i fascicoli mensili dei suoi romanzi, si scambiavano spoiler lungo la strada, i bambini ricevettero più elemosina dopo l’uscita di Oliver Twist e il governo stesso si impegnò per migliorare le condizioni dei poveri. Qui Zweig (maestro della biografia tanto quanto Dickens lo fu del romanzo) dà una spiegazione del raro amore tra lo scrittore e i suoi lettori: con uno sguardo preciso e penetrante, ma non sovversivo, il romanziere smuoveva le coscienze senza mettere in pericolo la società. Solo Zweig poteva dare, in così poche pagine, un’immagine tanto chiara di Dickens e della sua Inghilterra. Questo è un libriccino che si legge in un breve viaggio in treno ma non fatevi ingannare dalla brevità: è un piccolo gioiello che vale più del suo prezzo.

 

 

 
 
 
 
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